Passa ai contenuti principali

Recensione: Isle of Dogs

Nobody’s giving up around here, and don’t you forget it, ever. You’re Rex. You’re King. You’re Duke. You’re Boss! I’m Chief. We’re a pack of scary indestructible alpha dogs.
                                                                                                                                                 -Chief

Trama:

Il sindaco di Megasaki City, Kobayashi, firma un decreto piuttosto estremo: tutti i cani della città dovranno essere deportati nell’isola della spazzatura a causa di un’epidemia di influenza canina, considerata pericolosa perché potrebbe contagiare l’uomo. Il primo ad arrivare in quella che verrà rinominata “Isola dei cani” è Spots, guardia del corpo –e fedele amico- del giovane Atari, nipote del sindaco. Sei mesi dopo, il ragazzino decide di rubare un aereo per raggiungere l’isola e cercare il suo amato cane. 

Recensione:

Isle of Dogs è un film in stop motion del 2018 prodotto, scritto e diretto da Wes Anderson.
Se non avessi saputo il nome del regista, di certo avrei indovinato la sua identità guardando il prodotto. Tutti i cinefili, in particolare i fan di Anderson, sanno che lui  lavora in maniera abbastanza “seriale”. Il suo stile è riconoscibile tra mille. Soprattutto da un punto di vista tecnico, i suoi film si assomigliano tutti. Tra le caratteristiche più comuni abbiamo:

1) Le sequenze simmetriche


2) Grande capacità di organizzazione della tavolozza dei colori



3) Set dettagliati e particolari



4) Protagonisti maschili, orfani e con amanti in gamba


Potrei continuare, ma la recensione diventerebbe una lezione sulla regia e la scrittura di Anderson e perderei l’attenzione di chi vuole semplicemente sapere se il film è bello o brutto.
Di solito fornisco informazioni inerenti ai costi e ai guadagni, ma del budget investito non ho trovato la cifra esatta. In ogni caso vi assicuro che non ha speso poco: si vede dal primo fino all’ultimo frame del film. La tecnica utilizzata per animare i personaggi non è tra le più economiche e nemmeno tra le più “sbrigative”. Un solo dialogo richiede ore di lavoro. Vi confesso che a me la stop motion affascina proprio per questo. Chi si infligge una tortura del genere deve amare il progetto di cui si occupa. Se volete approfondire e masticate l’inglese, su YouTube trovate il Behind The Scenes.



Inoltre, tornando ai soldi, il cast scelto comprende nomi troppo famosi: Bryan Cranston, Edward Norton, Bill Murray, Greta Gerwig, Scarlett Johansson, Yoko Ono e molti altri che, diciamocelo, non possono essere pagati con pochi piccioli.

In ogni caso, il Box Office è stato di tutto rispetto: 50,7 milioni di dollari.
Gli spettatori hanno speso male i loro soldi? Secondo me no, ma c’è chi ha abbandonato la sala nemmeno venti minuti dopo –dei cretini che hanno portato i figli piccoli senza informarsi sul rating, chiariamoci-. In giro non ho letto pareri così negativi, quindi deduco che possa piacere anche a chi di  film ne sa poco e nulla.
Io penso che sia davvero riuscito. A parte che graficamente è spettacolare e che la musica aiuta tantissimo l’ambientazione, la storia mi ha davvero intrattenuta e i personaggi mantengono un buon ritmo, le loro gag non sono stupide e la psicologia di ognuno è ben chiara allo spettatore. L’aspetto che più mi è piaciuto è che i giapponesi parlano in giapponese –non ci sono sottotitoli-, gli americani e i cani parlano in american english –in italiano nella versione doppiata nel nostro paese-. Mi ha ricordato molto Bastardi senza gloria, anche se, ovviamente, in quest’ultimo il passaggio da una lingua all’altra lascia più sbalorditi.
I temi trattati sono tanti e non credo che il focus del film sia l’amicizia uomo-cane, che è l’aspetto più superficiale del film, ma l’orribile binomio scienza-animali. Non approfondisco per non cadere nello spoiler, però so già che alcuni non saranno d’accordo con me. Ricordatevi che si tratta di un’opera visiva e che a ognuno può trasmettere cose differenti. Io l’ho interpretata come una critica nei confronti di chi è a favore della sperimentazione sugli animali e di chi sostiene che l’uomo abbia la priorità su tutto e tutti. Avverto che il terribile effetto collaterale del film è che potrebbe far riflettere quelli che donano ogni anno a Telethon dichiarando che esistono vite che valgono più delle altre. 


Personalmente non credo che sia il miglior film di Anderson –il mio preferito è Grand Budapest Hotel-, ma di certo è un ottimo prodotto e ne consiglio la visione.
Do a Isle of Dogs cinque meritatissimi specchi.
Alla prossima!
-LittleFox

Commenti

Post popolari in questo blog

In piedi, Signori, davanti ad una Donna (William Shakespeare)

Per tutte le violenze consumate su di Lei, per tutte le umiliazioni che ha subito, per il suo corpo che avete sfruttato, per la sua intelligenza che avete calpestato, per l'ignoranza in cui l'avete lasciata, per la libertà che le avete negato, per la bocca che le avete tappato,  per le ali che le avete tagliato, per tutto questo: in piedi, Signori, davanti ad una Donna. E non bastasse questo, inchinatevi ogni volta che vi guarda l'anima, perché Lei la sa vedere, perché Lei sa farla cantare. In piedi, Signori, ogni volta che vi accarezza una mano, ogni volta che vi asciuga le lacrime come foste i suoi figli, e quando vi aspetta, anche se Lei vorrebbe correre. In piedi, sempre in piedi, miei Signori, quando entra nella stanza e suona l'amore e quando vi nasconde il dolore e la solitudine e il bisogno terribile di essere amata. Non provate ad allungare la vostra mano per aiutarla quando Lei crolla sotto il peso del mondo Non ha bisogno della vost...

Recensione: Ti ho trovata, Adeline di H.D. Carlton

  Trama Mi segue. Mi sento i suoi occhi addosso ovunque vada. Un bicchiere di whiskey vuoto sul bancone della mia cucina, una rosa rossa al suo passaggio. Apro gli occhi nel cuore della notte, e lui è lì. Mi osserva. Mi assaggia. Non mi lascia scampo. Da quando sono tornata in questa casa, la mia vita non è più la stessa. Sto cercando di scoprire la verità sul passato della mia famiglia. Lettere. Diari. Frasi interrotte. Non mi lasciano scampo. La seguo. La tengo d'occhio ovunque vada. Un sorso di whiskey quando passo a trovarla, una rosa rossa prima di andare via. La osservo dormire. Voglio sentire il suo sapore. Non la lascerò andare, ora che l'ho trovata. Questo è il primo volume della dilogia "Il gatto e il topo" di HD Carlton. Si tratta di due dark romance che trattano tematiche che potrebbero disturbare diversi lettori. Si invita a leggere le avvertenze a inizio libro prima di procedere con la lettura. Non pensavo di leggere un dark romance, non uno come questo ...

Lentamente muore - Pablo Neruda

Buongiorno specchietti! Come ve la passate? E' stato traumatico questo ritorno dalle vacanze? Ecco qua una poesia che mi ha sempre donato una grande energia! Spero faccia lo stesso effetto anche a voi! Ah, e buon ritorno dalle vacanze! "Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca o colore dei vestiti, chi non rischia, chi non parla a chi non conosce. Lentamente muore chi evita una passione, chi vuole solo nero su bianco e i puntini sulle i piuttosto che un insieme di emozioni; emozioni che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbaglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti agli errori ed ai sentimenti! Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, chi rinuncia ad inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta di fuggire ai consigli sensati. Lentamente muor...