Recensione: Stranger Things

Pronti a fare qualche salto sul divano? Recensione Pilot, quindi solo del primo episodio, di una super paurosa.
Non ho avuto il coraggio di iniziare a guardare questa serie da sola, premessa. Il trailer e le recensioni in rete mi ispiravano un sacco, ma questa è una serie thriller a sfumature horror.
E io gli horror proprio non li reggo.
Per tanti versi questa serie assomiglia a film Super 8,scritto e diretto da J.J. Abrams, prodotto da Steven Spielberg.
Anche qui siamo negli anni ottanta, 1983 per essere precisi, e come dice il titolo, in una piccola città dell'Indiana accadono le cose più strane.
La serie comincia con quello che sembra essere un ricercatore, in fuga, all'interno di un laboratorio, che improvvisamente scompare.
Qualsiasi cosa lo rincorresse molto probabilmente ha lasciato l'edificio, e si ripresenta, la stessa notte su un tratto di strada, che attraversa il bosco.
La stessa strada che sta percorrendo Will in bici.
Non vediamo ne sappiamo cosa sia, ma il bambino, spaventato, raggiunge casa, peccato che questa sia vuota.
Le luci nel frattempo paiono impazzite, le lampadine si accendono e spengono, e intanto il fantomatico mostro o uomo che sia, ha raggiunto l'abitazione.
Will prima chiama la polizia, senza successo, poi decide di combattere, correndo al capanno vicino a casa e iniziando a caricare il fucile.
Sappiamo che l'essere lo raggiungerà di lì a poco. Ma non lo vediamo. Lo sentiamo.
La lampadina del capanno pare a un secondo dell'esplodere, talmente questa si illumina, ma alla fine vediamo solo un ambiente vuoto, dove non vi è traccia di Will, e il capanno torna al buio.
Nella piccola cittadina dove il tutto è ambientato, l'ultima caso di persona scomparsa è avvenuta più di cinquant'anni fa, quindi lo sceriffo, personaggio che non pare per nulla affidabile, tentenna non poco ad aprire il caso.
Nel frattempo abbiamo anche i tre amici, con cui Will aveva passato la serata. Uno più simpatico e nerd dell'altro, frequentano tutti le medie e sono spesso nella mira dei bulli.
Sono i primi a capire che Will, probabilmente, stia scappando da qualcosa, ma essendo piccoli non è permesso loro unirsi alle ricerche... seppur questo non li fermi.
Altro spazio è dedicato al fratello di Will, Jonathan, che si sente in colpa, in quanto la notte della scomparsa doveva essere a casa, invece di lavorare.
Jonathan è un liceale, o comunque ha appena finito la scuola. Mi è parso di intendere che lui e la sorella maggiore, di Mike, uno degli amici di Will, potrebbero formare una coppia, in futuro...
L'episodio dura quarantotto minuti, e facciamo anche la conoscenza di Undici.
Undici è una ragazzina, scappata dal laboratorio iniziale, che ha dei poteri. Di lei non sappiamo altro.
Solo che apparentemente pare buona.
Sinceramente non vedo l'ora di vedere il secondo episodio e ancora una volta tornare nei mitici anni ottanta, come mi era da poco accaduto con Brain Dead (qui la recensione). Anche qui ci sono fantastiche citazioni e riferimenti, senza contare la musica. Inoltre la storia promette bene e i personaggi non paiono stereotipati, almeno al momento.
Se anche voi siete dei paurosi di prima categoria, guardatela con qualcuno, magari non di notte,,, 


Lost Inside My Universe
(Giudizio "specchio speciale" ottenuto a completa visione della serie... stupenda, se ve lo stesse ancora chiedendo ;) )

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