Recensione doppia "Dominant" by Irene Grazzini


Trama
Claire ha trascorso i suoi primi sedici anni sotto la Cupola, l’enorme barriera alimentata a energia geotermica che protegge la City dall’esterno, il Mondo di Fuori, una landa inospitale e pericolosa sconvolta dalla più violenta glaciazione di cui si abbia memoria. Claire è una Dominante, appartiene cioè a quella razza eletta cui spetta il merito di aver liberato la città dalla minaccia dei Recessivi. Ora il destino ha deciso di sconvolgerle l’esistenza, presentando alla porta del suo Loculo una ragazza sconosciuta, ferita, che ha bisogno di aiuto. Da quel giorno, la vita di Claire si trasforma in una fuga disperata e rocambolesca dai Vigilanti e dai loro terribili robot, i Mastini, perché quella ragazza misteriosa è una Recessiva, e aiutarla significa commettere il più grave dei reati, quello di alto tradimento. Attraverso un mondo inospitale, reso sterile dal ghiaccio e dall’odio, tra bufere di neve che sferzano enormi città e maestose rovine, Claire scoprirà che il confine tra giusto e sbagliato è più labile di quanto abbia mai creduto.



- moony
Dominant è il primo volume dell'omonima saga letteraria, una serie di romanzi distopici. Già sulla fascetta della copertina viene definito "vibrante come Divergent e avvincente come Maze Runner". Quello che posso dire è che era dai tempi della prima saga della Rooth che non leggevo un distopico in grado di mozzarmi il fiato e catturarmi come invece è riuscito a fare Dominant. Avete presente quei momenti in cui si è pieni di pagine da studiare e sommersi dal lavoro da svolgere, e continuate a rimandare perché semplicemente non riuscite a staccarvi dal libro? Ecco, è esattamente quello che mi è successo, duecentoventi pagine divorate in meno di ventiquattro ore.
Ho adorato tutto del romanzo: dalla trama, che riesce a essere originale quando, in fondo, è tipico che i distopici parlino un po' tutti della stessa cosa, alla scrittrice dell'autrice, che già avevo conosciuto e apprezzato in Vendetta d'amore. Mi piacciono da impazzire le ambientazioni, come la storia ci presenta luoghi così diversi, totalmente opposti, eppure come ogni cosa si incastra all'altra, esattamente come avviene con il vecchio e il nuovo. Sono fantastiche le tantissime spiegazioni tecniche e scientifiche, fatte con piena coscienza; si vede che la Grazzini ha studiato, nel dietro le quinte, e ha voluto essere il più corretta e precisa possibile. Adoro come la scrittrice si sia presa tutto il tempo e lo spazio necessari a spiegare, mostrare e raccontare ogni cosa con calma, con la giusta profondità, ma senza mai essere lenta o ingombrante. Mi fa impazzire anche come l'autrice sia riuscita a creare dei mondi davvero molto diversi, e a metterli a confronto rendendoli entrambi chiari e plausibili, facendoci immergere in e comprenderli entrambi. E ovviamente ho apprezzato anche i personaggi.
Ma più di tutto ho amato (e amo) come Dominant non sia solo un distopico che parli di un futuro non troppo lontano e una società forse non del tutto sano, ma sia anche una storia di fiducia, amore, amicizia, famiglia. Sia una riflessione sulla libertà, un interrogativo sulla propria vita, ma anche sulla giustizia, sull'uguaglianza e sulla diversità, sull'accettarsi. Sia un po' un maestro di vita, e un fedele compagno di viaggio. Sia in grado di portare qualcosa in più e farci crescere.
Dominant è uno di quei libri che se potessi regalerei a chiunque, al mondo intero, e che vorrei fosse letto da tanti, che avesse una vasta diffusione. E non solo perché così potrei parlarne per ore con perfetti sconosciuti senza sentirmi non del tutto normale. Ma perché se lo merita, perché ha qualcosa (molto) d'importante da dire. Di certo Dominant è il libro che mi ha tolto il fiato e fatto tardare le tante consegne; e quello che mi farà aspettare con il cuore in gola l'arrivo di giugno, quando finalmente stringerò tra le mani Recessive, l'attesissimo seguito.
Buona lettura!


- CuorediInchiostro
Io mentre faccio colazione e ammiro la copertina fantastica. 
Ho letto questo libro un po' per volta, ma è finito comunque troppo velocemente.
 La settimana scorsa ho letto così tanto che ho i pensieri di tutti i personaggi di tutti i libri in testa.
Perchè ho letto tanto? Per ingannare l'attesa che separa Dominant da Recessive.
Come tutti sapete, adoro il Distopico. Amo avere dentro quella sensazione di futuro non troppo diverso da ciò che siamo oggi... un futuro che ci faccia sentire comunque Umani.
Dominant parla di geni.
Parla di diversità.
Dominant parla di uguaglianza.
L'autrice è riuscita a creare un mondo futuristico dove il freddo uccide; dove i capelli di un colore diverso dall'accettabile uccide; un mondo dove l'amore e l'invidia sono letali.
L'ambientazione era così ben descritta, che ho sentito tutto quello che sentiva Claire mentre avanzava nella neve. Il suo freddo era nelle mie ossa. Quando una scrittrice riesce a farti sentire anche il vento che ti spinge fuori dal tuo mondo, non puoi che definirla "Una scrittrice con i fiocchi (di neve?)"
I personaggi di questo romanzo non possono mai essere definiti "di contorno", perchè tutti hanno un ruolo e uno scopo. Se nella City ci sentiamo come in un alveare, protetti dalla Cupola con l'Ape regina a guidarci (Ah, era un uomo? Chiedo scusa.), al di fuori dobbiamo coalizzarci con gli altri e lavorare insieme come una grande famiglia.
Irene ha saputo rendere perfettamente il clima di oppressione instaurato da un Sindaco che non è come vuole farci credere ed è riuscita a creare degli intrecci tra i vari personaggi che sembrano scontati, ma che non lo sono.
Una Dominante.
Una Recessiva.
Scontri armati e baci rubati, regalano a Dominant lo specchio speciale (e una lettrice che invoca l'arrivo di Giugno.)





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