Trollhunters, Tales of Arcadia - Recensione

                                 








Destiny is… a gift. Never forget that fear is but the precursor to valour, that to strive and triumph in the face of fear, is what is means to be a hero. Don’t think, become.

                                                                                                                                     - Jim Lake

Trama:


Jim Lake è un adolescente come tanti altri, ma è proprio questo che non sopporta. Vorrebbe vivere meravigliose avventure con il suo migliore amico, Toby, e fuggire dalla noiosa realtà in cui sembra essere intrappolato. Il cosmo pare ascoltarlo e, un giorno, i due trovano uno strano oggetto luminoso. Cosa sarà mai?

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Recensione:

Trollhunters
è una serie animata originale Netlfix, diretta nientepopodimeno che dal grande
Guillermo del Toro. Avete presente Il labirinto del fauno, Crimson Peak o The Shape Of Water? Sì, esatto. Proprio lui. Il suo coinvolgimento potrebbe stranirvi, essendo Trollhunters una serie per bambini –sappiamo tutti che non è esattamente il suo target-. Forse molti di voi non sanno che del Toro ha scritto il libro da cui è tratta la serie. A riguardo ci tengo a precisare che:

1) Io non ho ancora avuto il piacere di leggere il libro;
2) Chi l’ha letto mi ha detto che è più splatter rispetto alla serie.

In realtà, sulle differenze tra il libro e la serie potrei addirittura dedicare un intero articolo. Mi è giunta voce che sono pochissimi gli elementi che accomuna le due opere, perciò non appena avrò modo di approcciarmi al volume vi aggiornerò. Per ora torniamo a parlare della serie.



 Non ho trovato informazioni sul budget, ma da quello che ho letto in giro sembrerebbe non essere molto alto: del Toro, all’inizio, voleva produrre un live-action; sfortunatamente, pare che i finanziamenti glielo abbiano impedito.


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Prima cover del libro
L’animazione, i cui tratti sono tipici dello stile di DreamWorks, non è la tra migliori che vedrete in giro e si vede che è “economica”. Non sarà un elemento fastidioso, però credo che lo noterebbe davvero chiunque. Se da un punto di vista estetico non è eccezionale, Trollhunters compensa con tutto il resto.
I personaggi principali mi piacciono molto perché vivono delle evoluzioni importanti che rimangono costanti nel tempo, cosa che non sempre accade nelle serie americane. Jim Lake è l’eroe che ammette i propri limiti, che sa di aver bisogno di qualcuno che gli copra le spalle mentre combatte il male… e io adoro questo suo aspetto. Spesso, il/la protagonista di una serie/libro/film è perfetto/a e imbattibile, cosa a mio parere irrealistica; al contrario, in Trollhunters il timore di non essere abbastanza è sempre costante in Jim, il che lo rende molto umano. È facile immedesimarsi in lui e ciò suggerisce che la caratterizzazione del personaggio sia più che riuscita.

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Il mondo dei troll è vasto e pieno di sfumature. Oltre ai bellissimi e coloratissimi paesaggi, ci sono molte creature che richiamano l’immaginario comune. Vorrei specificare, però, che sono stati in grado di dare un tocco di originalità a ognuna di loro.
I cattivi sono terribili –in senso positivo-: fanno quello per cui sono stati creati, cioè essere odiosi e dare molte rogne a Jim e ai suoi amici. Mi piacerebbe entrare nel dettaglio e parlarvene, ma non voglio spoilerare. Se volete, nei commenti possiamo scambiarci opinioni o dubbi a riguardo!

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 La trama è simpatica, non annoia e si lascia godere anche dai trentenni. L’unica critica che sorge, però, riguarda proprio il finale. È incredibile come siano riusciti a rovinare un momento così atteso come quello! Insomma, capisco che l’attore che ha dato la voce di Jim, Anton Yelchin, sia morto… ma chiuderla così frettolosamente è stato un errore. Mi dispiace, ma non funziona. Non critico quel che è successo. Insomma, ci sta. Il problema è come. Quella velocità non mi ha permesso di piangere, né di capire di essere davanti al finale. Dà l’impressione che non sia la conclusione di un cerchio. Alcuni misteri non vengono nemmeno risolti, certi personaggi -che speravo di incontrare, dati i continui riferimenti- non spuntano mai e la sensazione che si prova è di grande rabbia. Oddio, mai paragonabile a quella che mi ha tormentata dopo il finale di HIMYM, ma quasi.
Mi trovo costretta a dare quattro specchi anziché cinque perché quel finale è imperdonabile, un errore da principianti che da del Toro non mi sarei mai aspettata.

Little Fox


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