Il potere dei libri- riflessione

Buongiorno specchietti, 
oggi mi lascio andare ad una libera riflessione. Mi capita spesso, leggendo i libri più diversi, di trovare alcuni pensieri, frasi, che si scolpiscono nella mia mente, e lì rimangono. Mi ricordo pensieri appartenenti a libri letti molti anni fa, e dei quali non ricordo nulla di più.
Credo, anzi sono convinta, che questo capiti per il semplice fatto che quelle riflessioni rispecchiano esattamente ciò che ho bisogno di sapere, le risposte alle mie domande più intime, o comunque più difficili, quelle inconsce.
Ma dopotutto, non è forse questa la magia della letteratura?
E qui mi sento in dovere di citare una frase che ho messo nel "Diario delle mie citazioni preferite", se possiamo chiamarlo così.

«Questa è la parte più bella 
di tutta la letteratura: scoprire che i tuoi desideri
 sono desideri universali, che non sei solo o isolato.
 Tu appartieni».
Francis Scott Fitzgerald

Bene, a questo punto direi che ci sono due tipi di frasi che solitamente mi colpiscono, o forse di più.
Quelle che rispecchiano ciò che sono, quelle che mi mostrano ciò che non sono, e quelle belle senza una ragione, un po' come quando ci si innamora, così, senza una ragione precisa. A volte magari ci accorgiamo anche una volta che il libro è terminato di quella frase che ci ritroviamo dentro, che vaga fra i nostri pensieri, quelle parole che ci hanno scelto senza che glielo chiedessimo.
Oppure mi colpiscono quelle parole che nel leggerle provocano emozioni che potrei definire "sconvolgenti", che mi fanno piangere. Ed è un potere che hanno i pensieri semplici, apparentemente scontati. Dopotutto non credo che ci sia bisogno di scrivere cose esagerate, è nella semplicità che si trova la grandezza. La bellezza.
Ma non mi piace parlare solo in linea generale, cioè voglio dire, non sto scrivendo questo post solo per fare due chiacchiere a caso. E' che proprio mi va di riflettere sul senso della lettura, e visto che l'unico esempio diretto che ho sono io, non posso non dire di ciò che provoca in me.
Facciamo degli esempi.
Una tematica ricorrente in molte storie è quella della separazione tra due persone. Momentanea o eterna, quasi sempre dolorosa, per amore, o per motivi più tristi, come la malattia, la morte...
Ci sono due frasi a questo proposito che nel leggerle mi hanno gettato in uno stato di incertezza, dispersione.
Una del libro Tatiana e Alexander, il secondo volume della Trilogia di Paullina Simons. Tatiana e Alexander si trovano ormai lontani da anni, divisi dalla guerra, dall'oceano, da una presunta morte, eppure continuano a pensarsi ogni giorno, e si legge questa frase: Vivi la tua vita per me e per te. così, come l'avremmo vissuta insieme. E' un pensiero semplice, poche parole, essenziale, ma ancora adesso nel leggerlo mi getta in quello stato. Un buco nello stomaco, l'idea di un tempo che fugge irrecuperabile, il progetto di una vita insieme che si crede ormai svanito per sempre.

L'altra frase è più triste. La separazione per via della morte. Ci sono molti libri che vedono nel finale la morte di uno dei due protagonisti, spesso innamorati. Ma mai nessun libro mi ha gettato in una sensazione di vuoto così profonda da dover smettere per un po' la lettura, e ammetto che non piango facilmente con i libri, e se una lettura riesce a farmi piangere significa che ha fatto centro. E' questo che voglio dalla letteratura: che agiti le mie emozioni.
In ogni caso, tornando al libro, si tratta di Colpa delle stelle, di Jhon Green.

"e poi mi sono resa conto che non c’era nessun altro da chiamare, ed è stata quella la cosa più triste. L’unica persona con cui volevo parlare della morte di Augustus Waters era Augustus Waters."

Non la commento neanche questa frase. Non ce n'è bisogno.



Passando invece a cose più felici, parliamo d'amore.
L'idea che abbiamo tutti dell'amore, è sbagliata. Anzi no, magari l'idea è anche giusta, il problema è che è un'idea. E l'amore non deve essere un'idea, l'amore è realtà. E come realtà è sempre un gran casino! O altrimenti non ci sarebbero tutti quei libri che parlano d'amore.
Di frasi da citare sull'amore ne avrei da vendere, ma voglio limitarmi a l'unica, la prima che mi viene in mente quando si parla d'amore.
L'ho letta per caso su internet, ancora prima di leggere il libro, e subito ho pensato: è tutto lì, è così che dovrebbe essere l'amore.
Il libro in questione è L'insostenibile leggerezza dell'essere, e la frase è questa qua:

«È un amore disinteressato: Tereza non vuole nulla da Karenin. Non vuole nemmeno l’amore. Non si è mai posta quelle domande che torturano le coppie umane: mi ama? Ha mai amato qualcuna più di me? Mi ama più di quanto lo ami io? Forse tutte queste domande rivolte all’amore, che lo misurano, lo indagano, lo esaminano, lo sottopongono a interrogatorio, riescono anche a distruggerlo sul nascere. Forse non siamo capaci di amare proprio perché desideriamo essere amati, vale a dire vogliamo qualcosa (l’amore) dell’altro invece di avvicinarci a lui senza pretese e volere solo la sua semplice presenza».

Già, è proprio così che dovrebbe essere l'amore. Ma chi vogliamo prendere in giro? Questa è un utopia! E Kundera lo sa bene, basti pensare che Karenin non è altri che il cane di Tereza!

insomma, ho divagato un po' tra pensieri e citazioni di libri. Questo è solo un flusso di pensieri, una riflessione casuale, qualche pensiero buttato fuori.
Che dire?
Spero di leggere le vostre opinioni!
Quali sono le citazioni che preferite?
Che significato ha per voi la lettura?

ora vi saluto! 
a presto!
-Iris-




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