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Recensione: Il giardino d'estate di Paullina Simons

TRAMA
La guerra è terminata, la Russia è lontana, e loro tre sono in America, insieme. Eppure i ricordi sono più vicini di quanto possa sembrare. Sono nelle cicatrici di Alexander, nelle incomprensioni, nelle difficoltà di vivere, per la prima volta, la quotidianità. Tatiana e Alexander a volte si capiscono troppo, e ritrovano nel guardarsi, i fantasmi della guerra, a volte invece non si capiscono affatto. Un viaggio nei giorni della vita di un amore duro, difficile, bello, profondo, imperfetto, pieno di cicatrici e lacrime. E poi, Anthony decide di partire per il Vietnam e le sue tracce si perderanno. Riuscirà la guerra a riparare le cicatrici di un amore che era nato in lei? Riusciranno a ritrovarlo? Riusciranno a vincere ancora insieme?


LA MIA OPINIONE

Cominciando questo libro l’ho trovato leggermente inferiore agli altri due, ma andando avanti di poche pagine ho completamente cambiato opinione. Per la prima volta difatti, ho visto Tatiana e Alexander, o meglio il loro amore, diventare vittima della quotidianità, della difficoltà di viversi, di capirsi. Vittima delle difficoltà che si hanno nel far convivere due anime. Un libro che toglie il respiro, un amore che si stampa nel cuore, tanto che i ricordi dei personaggi della storia sembrano essere anche i nostri. E a distanza di tempo, si crea una sorta di strana familiarità con la Russia, Lazarevo, il Kama, tanto che nella memoria letteraria che si crea leggendo un libro essi sembrano luoghi già vissuti.







-Iris-

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