Recensione: Pan - Viaggio sull'isola che non c'è

Allerta moltissimi Spoiler!

Eccoci con la nuova rivisitazione dell'opera di James Matthew Barrie, per molti semplicemente Johnny Depp in Neverland... bene, quanti di voi hanno mai desiderato di essere dislessici?
Su, se avete letto Percy Jackson è impossibile che non vi siate mai chiesti come sarebbe stata la vostra vita da semi dei...in questo film è la medesima cosa, solo che non avete un talento innato per le lingue morte, ma per quella delle fate. 
Si vede, inoltre, moltissimo la "magia" dello studio di Harry Potter che lo ha prodotto, ma partiamo dall'inizio.
Peter - soprannominato Peter Pan, dato il ciondolo d'argento dello strumento che indossa sempre, l'ultimo regalo della madre - vive una vita di stenti e avventure, in un orfanotrofio inglese, durante la seconda guerra mondiale.
Ogni giorno spariscono, misteriosamente, dei bambini, così lui e Pennino, il suo migliore amico, si ritrovano ad indagare su questi fatti.
Ed eccoci al primo avvenimento insolito, la suora che manda avanti la casa per trovatelli, sa dell'esistenza del temibile Barbanera, ed è proprio a lui che vende i bambini.
Quando cala la notte i pirati si intrufolano con corde e rampini, un pò alla Babbo Natale solo armati sino ai denti, e prendono i bimbi che dormono sonni "tranquilli"(ci sono comunque spesso i bombardamenti) nei loro letti.
Peter e Pennino li colgono in fragrante, ma vengono catturati, ovviamente.
Se il protagonista non arrivasse all'Isola che non c'è, dove sarebbe la storia?
Pennino riesce a scamparla buttandosi dalla nave, Peter che invece soffre di vertigini, viene....no aspettate, ma quando mai Peter Pan soffre di vertigini? O.o
Fatto sta che viene portato, dopo un inseguimento aereo da parte degli inglesi, sull'Isola.
"Ma questo è il Canada?" è la prima battuta di Peter, una volta visto il luogo in cui la barca "ormeggia", in realtà si ferma in aria, dato che inspiegabilmente (non è alimentata dalla polvere di fata) vola.
Più che il Canada, comunque, sembra il Gran Canyon, versione miniere, dove tutti i bambini sono sfruttati e nel frattempo cantano canzoni che paiono dei Queen e dei Nirvana.
A comandare in questa gioiosa, si fa per dire, atmosfera, c'è Barbanera, che vuole estrarre cristalli di polvere di fata.
Altro punto, per colpa sua non ci sono più fate sull'isola.
Quindi Peter si mette anche lui a lavoro, facendo amicizia con James Uncino, che di Uncino a ben poco, e mettendosi presto nei guai, dato che dopo aver ritrovato un frammento del cristallo delle fate, vuole rivendicarne la scoperta.
Viene per questo buttato da un'altezza improponibile, dopo che viene emessa, in modo rapido e in stile romano ( pollice in giù e un bel coro di "a morte") la sua sentenza. A trenta piedi dallo sfracellarsi al suolo, scopre di saper volare.
Barbanera lo recupera e rivela a Peter che lui è l'eletto, colui che lo deve uccidere. Ci mancava tanto così che gli dicesse che era "colui che è sopravvissuto" perchè tanto siamo sempre lì... i genitori anche qui sono morti per mano di Vold... hemm Barbanera, ma il padre in questo caso era il re delle fate, mentre la madre l'amata del pirata.
Da cosa nasce cosa, o meglio il padre di Peter si sacrifica per una notte d'amore, mentre la madre un'abilissima guerriera, cerca:
a) salvare il popolo delle fate
b) sconfiggere tutti i pirati
c) allenare giovani guerriere indiane
d) nascondersi da Barbanera, che è giusto un tantino arrabbiato, dato che l'ha tradito
e) dare alla luce Peter
Con tutte queste vicende come faceva a crescerlo? Riesce però a inserire nella sua agenda di impegni una breve vacanza, giusto per mandarlo in un orfanotrofio, nel nostro mondo.
In sostanza Peter, l'eletto in stile Neo di Matrix, decide di restare sull'Isola, nella vana speranza di rincontrare la madre. Peccato questa sia già morta, proprio per mano di Barbanera.
Il protagonista non accetta facilmente il suo destino, ma -semplificando un pò-  in compagnia di Giglio Tigrato e il non ancora Capitano Hook, decide di raggiungere il luogo segreto in cui le fate si sarebbero nascoste.
Peter, principe delle fate, è dislessico, per l'appunto, per tanto può significare solo una cosa, sa leggere il "Fatese", ed è proprio così.
Dopo aver quindi trovato e aperto le fantomatiche porte, per questo nuovo mondo, che poi pare una scatola piena di cristalli, ci accorgiamo che i pirati erano proprio appostati dietro Peter ( unica inquadratura con un tocco di Disney, ma qui il protagonista non si accorge di nulla :/) ed entrano con lui.
Tra combattimenti, voli ( Peter impara finalmente ) e colpi alla onda energetica a carica di fate, Barbanera muore.
Qui incontriamo anche Campanellino, per la durata di una scena, della serie: "ce l'eravamo dimenticata, ma siamo riusciti ad inserirla, evvai!" di cui non si vede neppure il viso, ma solo gambe e ali. Poi è il turno dello spirito della madre:
"hai i miei occhi" prima battuta di Peter nel vederla. E qui si vede quanto i produttori siano ancora intossicati dall'effetto Harry Potter.
Detto ciò manca solo il lieto fine. Capitan Uncino con la sua Jolly Roger accompagna all'orfanotrofio Peter, che raccatta tutti gli orfani, che poi diventeranno i bambini sperduti, e finalmente (dato che all'andata, con Barbanera, avevano preso un'altra strada per giungere all'Isola) proseguono fino all'alba sino alla seconda stella a destra.

Conclusioni: Questo film è un mix di fantasy e tante altre opere.
Harry Potter torna in un'altra scena in cui Peter si ritrova a "pilotare" un uccello che non c'è, il tutto molto simile al viaggio di Harry su Fierobecco (accompagnata dalla stessa espressione di gioia pura)
C'è anche traccia dell'Attacco dei Giganti. Le miniere di Barbanera sono infatti cinte da alte mura... se fosse spuntato un gigante sarebbe stato identico.
Quindi tra Percy Jackson, Harry Potter e Attack on Titan, io ho perso di vista la vera magia di questo racconto; della quale abbonderebbe nella sua semplicità narrativa e mai prevedibile, al contrario di questo film, di cui è facile capire le dinamiche e quindi la fine.
Ci sarà un secondo? Forse, data l'ultima battuta di Peter:
"Io e te resteremo amici per sempre Uncino?"
"Certamente, cosa potrebbe andare mai storto?" 
Tutto e lo sappiamo tutti.
 Buona visione: film consigliato per i bambini cresciuti a pane, burro e fantasy moderni.
p.s se avete visto il film e vi state chiedendo perchè non abbia scritto degli sguardi teneri tra Giglio Tigrato e Capitan Uncino, beh si tratta solo di quelli e c'è poco da dire.
p.p.s se siete genitori apprensivi, si, questo film ha diversi combattimenti, ma NON c'è sangue, ma solo sprazzi di colore...
p.p.p.s no, non compare Wendy
p.p.p.p.s Si, vi siete spoilerati tutto il film, se non l'avete ancora visto 0:)

Lost Inside My Universe
La vera domanda è: perchè non fanno interpretare a Thomas Brodie-Sangster (se non sapete chi è cliccate sul suo nome) il ruolo di Peter Pan? Ci starebbe d'incanto...

Commenti

Letture del mese

Recensione "La canzone di Achille" by Madeline Miller

Recensione "Blood Bank" by Silb

Recensione "Avialae" by Lucid

Novità in libreria - Les Flaneurs Edizioni

Recensione doppia "Recessive" by Irene Grazzini

Recensione "Sekai-ichi Hatsukoi" by Shungiku Nakamura