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Recensione "Nana" by Ai Yazawa


«Due ragazze dal nome fortunato plasmano il destino con la propria volontà...
Una storia d'amore che parla delle emozioni umane, e che ha per protagoniste due giovani dallo stesso nome: 
Nana»



Nell'iniziare a scrivere questa recensione, ne percepisco il peso accumularsi sulle spalle. Nana è uno dei manga più famosi, conosciuti e apprezzati di Ai Yazawa (autrice anche di Cortili del cuore, Paradise Kiss ed altri). La storia che racconta è stata capace di entrare nei e segnare i cuori di lettori di (quasi) tutto il mondo.
La sua pubblicazione inizia nel maggio del 2000, sulla rivista giapponese Cookie, e la serie arriva in Italia nel luglio 2002 (edito dalla Planet Manga). Nel 2003 il manga vince il premio Shogakukan, riservato agli shojo, e nel 2006 viene mandata in onda, per la prima volta, la versione animata. Nel 2005 e nel 2006, inoltre, sono stati realizzati due lungometraggi live action. A causa di problemi di salute della mangaka, però, la serie ha subito più volte delle brusche interruzioni.



Nana narra la storia di due ragazze, Nana Komatsu (detta Hachi) e Nana Osaki, dai caratteri totalmente opposti. Mentre la prima, infatti, è una ragazza romantica, innamorata della vita, dei sentimenti e, soprattutto, dell'amore; la seconda (a causa anche del suo passato doloroso) è una giovane donna chiusa, un po' impaurita, ferita, ma con una forza e una determinazione straordinarie, e con un grande sogno: diventare una cantante di successo. 
Le due sembrano, quindi, condividere unicamente il nome (e, in seguito, l'appartamento); ma questo, insieme a una serie di fortunate coincidenze, è sufficiente a far sì che l'una diventi una fondamentale metà della vita dell'altra.




Nana rappresenta la maturità artistica della Yazawa. Il manga, che l'editore consiglia ad un pubblico maturo, è famoso anche per la sua estetica dichiaratamente ispirata a quella di Vivienne Westwood, la madrina del punk. Molto apprezzati sono anche i riferimenti, più o meno diretti, alla band dei Sex Pistols. Ma Nana è molto di più. La ricerca dell'amore, la voglia di realizzare i propri sogni, amicizie inaspettate, delusioni, sconfitte, tradimenti, gioie ed insuccessi sono il punto forte di questa storia.


Avrei voluto rileggere il manga, prima di scrivere questa recensione. Ammetto di non esserci riuscita. Lessi questa serie, per l'ultima volta, quasi quattro anni fa... e il mio cuore è ancora troppo straziato per essere pronto a una rilettura. Nana è di una bellezza disarmante, commovente. Non so quante lacrime (e quanto amore) ho lasciato tra le sue pagine; eppure erano lacrime belle, che, in un certo senso, purificavano.

Nana è la storia delle emozioni umane, delle domande importanti, della ricerca delle risposte; è la storia della forza del rialzarsi, del dolore dello sprofondare nel baratro, del valore e dell'affetto umano, della forza (passatemi la ripetizione) dell'amore tra due, e più, persone... e della voglia e della determinazione di continuare a lottare per i propri sogni, per se stessi, per ciò in cui si crede e per chi si ama, nonostante, a volte, possa fare davvero molto male. La storia di queste due giovani donne fa piangere tante, calde, lacrime; ma è in grado di purificare, di rafforzare, di rendere più umani.

Meraviglioso è anche il disegno, di un realismo da rasentare la perfezione, e l'attenzione quasi maniacale ai dettagli.

Per ora i volumi pubblicati in Italia (nella versione collection) sono 21. Sebbene venga ancora indicata come "in corso", da alcuni anni la serie è interrotta a causa delle condizioni di salute della Yazawa, che non ha ancora confermato la ripresa, in futuro, della storia. Avevo già accennato, nel corso di un'altra recensione, quanto traumatico fosse stato per me e per il resto dei fan l'interruzione di questa serie. La domanda "Cosa succederà?" e "Riusciranno i personaggi tanto amati a rialzarsi ed a conquistare la propria, meritata, felicità?" mi perseguiterà sempre, o almeno finché la mangaka non deciderà di riprendere in mano il pennino... se mai lo farà.
Non resta, perciò, che sperare, e continuare a consigliare questo manga, che nonostante l'incompletezza, resta comunque una magnifica, meravigliosa storia.
Buona lettura!





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