Intervista Speciale: Paolo Fumagalli - Dark Zone Edizioni

1) Chi sei? 
Una persona tranquilla, che ha la testa nei libri e nei sogni a occhi aperti anche quando non sta scrivendo. Le storie che altri artisti mi hanno raccontato e anche quelle che invento io mi fanno sempre compagnia, credo che il fatto di essere uno scrittore influenzi profondamente il mio modo di vedere il mondo.

2) Perché la scrittura è importante per te?
Quando ero bambino mi piaceva leggere e anche inventare storie mentre giocavo. Al liceo capii che non me la cavavo particolarmente bene nelle materie scientifiche e che ero invece molto portato per quelle umanistiche. All’università decisi di dedicare i miei studi alla letteratura e di laurearmi in Lettere. Perciò la mia vita è stata una continua scoperta di quanto la scrittura e la lettura fossero le mie più grandi passioni, i mondi in cui volevo vivere. Quando ho iniziato a scrivere testi che soddisfacevano me e piacevano ai lettori sono stato felice, perché avevo trovato un modo per rivelare me stesso, per intrattenere gli altri e anche per farli riflettere.

3) Cosa dobbiamo aspettarci da te nei prossimi mesi? 
Se tutto va come previsto, entro la fine di quest’anno dovrebbe uscire un libro fantastico per ragazzi. A febbraio ho pubblicato un romanzo intitolato “La strada verso Bosco Autunno”, che è il primo volume di una saga, quindi spero di far uscire il secondo il prossimo anno. Ho anche proposto un altro romanzo alla casa editrice Dark Zone e sono in attesa di sapere se verrà accettato per la pubblicazione.

4) E nei prossimi anni? 
Ho nel cassetto libri che aspettano di essere pubblicati, nella testa storie che chiedono di essere scritte. Vorrei riuscire a continuare come sto facendo, migliorando e cercando di raggiungere un pubblico sempre più vasto. Resto aperto alle nuove idee, mi diverto e mi stupisco positivamente quando mi ritrovo a scrivere qualcosa che fino a pochi mesi prima non avevo mai pensato di potere o volere fare. Spero di non perdere mai il mio entusiasmo e la voglia di fare bene.

5) Cosa fai quando non scrivi?
Ci sono momenti in cui, pur senza scrivere, mi dedico alla mia attività di autore, o rileggendo e correggendo i testi o cercando di promuovere i miei libri e di usare i social per tenermi in contatto con colleghi da cui posso imparare cose utili. Nel tempo libero mi piace leggere, ascoltare un po’ di musica, vedere film.

6) Un libro che vorresti aver scritto tu e perché?
Avrei voluto scrivere “Sentinella”, il piccolo ma grande racconto di Fredric Brown, che in poche righe riesce a colpire in pieno il bersaglio. La prima volta che lo lessi, quando ero ancora un ragazzino, rimasi a bocca aperta, capii subito che si trattava di un risultato unico nel suo genere.

7) Quale personaggio dalla tua penna ami di più? 
Non è facile rispondere, di solito in ogni mio libro c’è qualche personaggio a cui sono molto affezionato, spesso perché in parte mi somiglia oppure incarna ideali in cui mi riconosco e riesce a essere ciò che anche a me piacerebbe diventare. Forse quello a cui sono più legato rimane Corvina, la principessa protagonista del romanzo fantasy “Scaccianeve”. Parecchie persone sono state colpite dal suo carattere originale e moderno e mi hanno detto che lei costituisce uno dei punti di forza del libro, proprio perché è particolare e capace di superare certi stereotipi.

8) Cosa ti aspetti dai blog? Come autore ti affidi al loro operato? Come lettore dai credito alle recensioni?
Sono entrato in contatto con diversi blog per segnalazioni, recensioni e interviste e in generale ho trovato questo rapporto molto utile e stimolante. È sempre un’emozione leggere belle opinioni sui miei romanzi ed è piacevole partecipare a interviste interessanti. In diversi casi, i blogger si sono dimostrati lettori appassionati che sono entrati in profondo contatto con i miei libri, unendo la serietà professionale a un genuino entusiasmo. Questi sono stati gli incontri migliori, quelli che hanno fatto nascere recensioni e scambi di pareri davvero validi, che mi sarebbero piaciuti anche dal punto di vista del semplice lettore.

9) Fatti una domanda che nessuno ti ha mai posto e rispondi.
In diverse occasioni ho parlato del significato simbolico del nome della mia protagonista Bucaneve, chiarendo che l’avevo scelto per il suo legame con il ciclo di morte e rinascita e perché mi sembrava perfetto per sottolineare l’innocenza e la purezza di una bambina. Nessuno mi ha mai chiesto, però, se fosse anche un piccolo riferimento al libro “Attraverso lo Specchio”, un’allusione per esperti conoscitori di Carroll. La risposta è sì: lo spunto iniziale per scegliere questo nome è venuto proprio da una delle gattine di Alice, che appare in quel libro.

10) Un saluto per i nostri lettori?
A presto, ci vediamo nei miei libri!

-CuorediInchiostro

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