Recensione "Il Collezionista" by Nora Roberts


Lila Emerson è un'house sitter. Il suo lavoro, cioè, consiste nel badare alle case (ed eventualmente anche agli animali domestici) altrui in assenza dei proprietari. Un'occupazione all'apparenza semplice, senza particolari implicazioni, che le permette di vivere in abitazioni da favola e di girare il mondo. Il lavoro dei sogni, in poche parole. Almeno fino al giorno in cui, guardando fuori dalla finestra, assiste a un omicidio.
Nel palazzo di fronte, una giovane donna precipita nel vuoto da un appartamento in cui viene poi ritrovato il cadavere del ricchissimo Oliver Archer. Le prove fanno da subito supporre che si tratti di un omicidio-suicidio, Ma Ashton Archer, fratello della vittima e famoso pittore, è convinto dell'innocenza di Oliver. La sola persona che può aiutarlo a scoprire la verità è Lila, unica testimone oculare, ma quella che nasce tra i due è qualcosa che va oltre la complicità investigativa. I loro destini si ritrovano così indissolubilmente legati in un gioco più pericoloso di quanto immaginassero, dove le dinamiche criminali s'intrecciano al traffico illegale di oggetti d'arte, in un mondo oscuro in cui la vita può valere meno di un cimelio.

Quando ho iniziato questo romanzo mi aspettavo il classico thriller ansiolitico che toglie il respiro e fa perdere un battito (qualcosa alla La ragazza del treno e La bugia perfetta, per intenderci). Invece ho trovato altro. E sono rimasta piacevolmente sorpresa.
Facciamo un piccolo passo indietro. Nora Roberts, autrice del libro, è una scrittrice amatissima non solo in America, e la sua carriera è disseminata di premi letterari e riconoscimenti ufficiali. Il romance è sempre stato il suo cavallo di battaglia e nel momento in cui ha deciso di cambiare rotta e dedicarsi al thriller, la Roberts non ha rinnegato se stessa. Al contrario ha scelto di farlo a modo suo. Così anche Il Collezionista ci presenta dei brutali omicidi, un freddo assassino e tanti altri elementi tipici del genere, ma c'è anche dell'altro. La storia d'amore, certo, la crescita e i cambiamenti dei vari personaggi, l'evolversi delle loro esistenze. Nora Roberts riesce davvero a unire diversi generi narrativi creando un insieme ricco e armonioso, una musica suonata a più strumenti che si rivela una perfetta ensemble.

Proprio questo è per me il punto forte e l'unicità del libro: nelle sue quattrocentoventisei pagine (che pensandoci non sono affatto poche!) il romanzo riesce a espandersi in più direzioni, senza mai sembrare troppo tirato o perdere il ritmo, ma sfruttando al meglio l'opportunità di raccontare tutte le sfumature della storia. Mi è piaciuto davvero un sacco come la trama principale, il lato thriller della narrazione, non fosse mai dimenticato o messo da parte. Al contrario, riesce a intrecciarsi con le esistenze dei diversi personaggi, permettendo non solo a noi di indagarli e conoscerli fino in fondo, ma anche a loro di vivere con i giusti tempi le proprie emozioni, i pensieri, le relazioni e tutto il resto. Credo che sia necessaria un'abilità non indifferente per permettere a un'autrice di muoversi con tanta naturalezza in una storia così vasta e differenziata, mantenendo costante l'equilibrio interno.

Forse Il Collezionista non è il libro perfetto per chi desidera un thriller che sia solo una costante scarica di adrenalina e immerga nel tipico clima fatto unicamente di ansia costante. Eppure questo non lo rende meno idoneo al genere o meno piacevole alla lettura. Al contrario, è affascinante vedere quante porte riesca ad aprire, e non restare incollati alle pagine è a dir poco impossibile. Provare per credere.
Buona lettura!




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