Recensione "Con i sensi della poesia" by Veronica Buscarini

La vita, è una malattia. Una malattia che vale la pena di raccontare.
La poesia, non è fatta soltanto di parole.
La poesia è intrisa dei nostri sensi, che riescono ad esprimersi,
attraverso immagini, musica, e colori.
 La poesia è solo una, fra tante armi, per imparare ad amare
la malattia: la malattia di vivere.


Con i sensi della poesia (qui trovate le segnalazione) è la prima silloge pubblicata ad opera di Veronica Buscarini, giovane studentessa universitaria. E', quindi, una raccolta di poesie.
Ammetto di non essere una grande lettrice di questo genere: tendo a trovarmi maggiormente a mio agio con la scrittura in prosa. La lettura di questa silloge, comunque, è sempre stata piacevole.
Per motivi di spazio, non recensirò ogni singolo componimento (in tutto trentotto), nonostante ognuno meriterebbe un commento. Mi concentrerò, invece, sull'intera raccolta.
La silloge è divisa in quattro parti: Ammalarsi di vita, Gli affanni del cuore, Quest'anima traballa e Stralci di mondo. In ognuna di queste, la giovane autrice ferma stralci della della sua esistenza, in cui è facile immergersi ed immedesimarsi, cogliendone, allo stesso tempo, la profonda originalità.
La prima caratteristica che ho apprezzato della scrittura della Buscarini è l'umiltà. Nel raccontarsi, si pone nuda davanti ad uno specchio, con le sue paure ed incertezze. Con un tocco di leggera timidezza, ma con mano ferma, si racconta. Come afferma lei stessa, Per scrivere ci vuole coraggio. Ed è proprio sul coraggio che voglio soffermarmi in questa recensione.
Veronica Buscarini parla anche di dolore e malattia, nei suoi versi, di quella piaga sanguinante che ha segnato gran parte della sua vita da bambina, e poi da ragazza. Le sue poesie sono un modo per prendere questo buio maligno e trasformarlo in qualcosa di puro, artistico, elevato. La forza di questa giovane è meravigliosa. Anche nel racconto della sofferenza, nonostante l'anima, leggermente, le traballi, i suoi versi celano sempre una speranza ed uno slancio alla vita straordinari; anche se, forse, lei non ne è del tutto consapevole. E' la forza di chi, seppure stia cadendo, non rinuncia all'amore per la vita. La poesia dell'opera non è solo quella contenuta nelle strofe che la compongono.
Un altro apprezzamento va fatto alla scelta delle parole. L'utilizzo dei singoli termini, e della loro cadenza ritmica, può essere o meno condiviso, ma è innegabile l'attenzione che l'autrice ha messo nella collocazione e decisione di ciascuno.
Credo non sia necessario essere dei poeti o dei grandi critici per accorgersi che la Buscarini racconta qualcosa con la sua penna, e che questo qualcosa ha una forza straordinaria.
Nonostante, come accennato in precedenza, io non sia una grande lettrice di poesia, mi sento di consigliare questa silloge, e di lasciarsi permeare da questa, lasciando che sia un rafforzativo per l'anima.
Buona lettura!




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