Recensione: King of High School

Dovevo assolutamente riprendermi, dopo aver guardato Uncontrollably Fond e trasformarmi da fontana, quale ero divenuta, a essere nuovamente umano.
Quindi ho cercato qualcosa che, tecnicamente, avrebbe dovuto provocarmi delle risate.
King of High School ricorda moltissimo Jane by design, serie che dopo la prima stagione era stata cancellata, lasciandomi l'amaro in bocca.
Come Jane, infatti, Lee Min Seok (Seo In Guk) si trova a dover vestire i panni di un adulto e a dover entrare nel mondo del lavoro, più precisamente alla Comfo, con una posizione, quella di direttore in questo caso, che non proprio si riveste a diciottanni.
A causa del fratello maggiore, Min Seok, è costretto a prendersi tali responsabilità, dato che lui, per ragioni che non ci vengono inizialmente spiegate, non può tornare in Corea.
Il liceale conduce quindi una doppia vita, per certi versi molto alla Hannah Montana, innescando una serie di reazioni tutto sommato comiche.
A complicare le cose ci sono due sorelle. Yoo Ah ha da sempre una cotta per Min Seok, tanto da essere definita dagli amici di questo, una "pazza stalker". Frequenta la stessa scuola del ragazzo e lo segue ovunque.
Soo Young, invece, crede che il suo destino sia irrimediabilmente legato a quello di Jin Woo (Lee Soo Hyuk), altro direttore della Comfo.
Jin Woo e Min Seok entreranno presto in competizione, il problema è questa valicherà presto l'ambito lavorativo...

Una delle cose che meno ho apprezzato è stato lo svilupparsi della trama. La prima scena, del primo episodio, ci crea delle aspettative che non verranno realizzate.
L'andamento degli eventi è spesso scontato e poche volte crea sorprese, ma la cosa peggiore è stato il finale. Non sono mai rimasta così infastidita da un happy ending.
Ci sono anche diversi "pro" ovviamente, a partire dalla recitazione dei due protagonisti. Min Seok e Jin Woo sono interpretati benissimo, ma non abbastanza da farci dimenticare di Soo Youg.
Soo Youg è personaggio che non sono riuscita del tutto a comprendere e di conseguenza ad apprezzare. Non è assolutamente la classica bella ragazza, anzi, tanto che fino all'ultimo si arriva a sperare in makeover totale, ma questo andrebbe troppo a ledere la sua personalità, quindi bisogna continuare a seguirla nei suoi vestiti scialbi e mal abbinati, con dei calzini che farebbero inorridire Enzo e Carla, e con una camminata che non mi appresto neppure a commentare. La sua personalità, più volte rassegna l'idiozia, ma è anche capace di momenti davvero dolcissimi, unico aspetto a salvarla. Non scuso, invece, le bugie che arriva a raccontare a Min Seok, senza rendersi neppure conto di quanto queste ledano il loro rapporto, che sia affettivo o lavorativo.
Un altro personaggio, alquanto controverso, è Jin Woo. Facilissimo da odiare all'inizio, con lui identifichiamo il cattivo del drama, ma più avanti si protrarrà la storia più sarà difficile non sviluppare la sindrome del del secondo attore, protagonista.
I momenti di bromance tra Jin Woo e Min Seok, sono i migliori, quanto estremamente rari. Impelagano, al contrario, dialoghi che dovrebbero provocare risate, ma che purtroppo non sempre funzionano, soprattutto se riproposti più volte.
Gli amici di Min Seok non smettono mai di stupire, anzi, con i loro comportamenti che appaiono sempre naturali, provocano facilmente allegria e tutti vorremmo accanto qualcuno del genere, in quanto corrispettivi della vera amicizia.
Con estrema difficoltà sono riuscita, a volte, a seguire le inquadrature. Seppur sensazionali, in determinate scene, tanto da farci del tutto dimenticare che stessimo guardando un drama, altre volte vengono così esasperate, nella loro semplicità da ricadere nel banale e poco professionale, se consideriamo, soprattutto, quando la macchina da registrazione pare venire impugnata da una mano non sobria e che quindi si oppone del tutto a inquadrature ferme e prive di tremori.
La colonna sonora non è nulla di eclatante. Al contrario dei precedenti drama, questa non manifesta nessuna canzone di cui prendere nota.
Il mio giudizio non è quindi troppo positivo, riguardo tale opera, dove, infine, spiccano solo due attori, troppo spesso ci si ritrova un poco annoiati.

Lost Inside My Universe



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