A se stesso - G.Leopardi

Buongiorno specchietti!
Questa settimana di esami e lezioni per me incomincia con le malinconiche e dolci parole del grande Giacomo Leopardi.
Ed ecco quindi questa poesia che il poeta dedica al suo cuore stanco e disincantato dopo la triste delusione dell'ennesimo amore mai ricambiato.
Ritornano in questi versi posati e stanchi le solite note di tristezza della poesia leopardiana. Questa lirica raffigura l'addio al suo cuore, un addio ad un cuore che è morto ed insieme a lui il senso di tutto il resto, e questo non può che condurre all'insensatezza del tutto.
Buona lettura!

Or poserai per sempre,

Stanco mio cor. Perì l'inganno estremo,
Ch'eterno io mi credei. Perì. Ben sento,
In noi di cari inganni,
Non che la speme, il desiderio è spento.
Posa per sempre. Assai
Palpitasti. Non val cosa nessuna
I moti tuoi, nè di sospiri è degna
La terra. Amaro e noia
La vita, altro mai nulla; e fango è il mondo.
T'acqueta omai. Dispera
L'ultima volta. Al gener nostro il fato
Non donò che il morire. Omai disprezza
Te, la natura, il brutto
Poter che, ascoso, a comun danno impera,
E l'infinita vanità del tutto. 



-Iris-

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