C'era una volta a New York



Trama:
1920, Ellis Island.
Ewa e Magda Cybulski sono appena sbarcate ad Ellis Island dalla Polonia, dopo un lungo viaggio attraverso l’oceano durante il quale la differenza tra le persone e le bestie è difficile da poter vedere.
Una volta giunte in America avrebbero dovuto incontrare gli zii, pronti ad attenderle, ma qualcosa va storto.
Magda difatti viene trattenuta all’ospedale di Ellis Island in quanto affetta da tubercolosi. Ewa invece viene inserita nella lista di coloro che devono essere rimpatriati in quanto accusata di non avere documenti in regola e di “scarsa moralità” all’interno della nave.
Eppure, proprio quando tutto sembra perduto, Ewa incontra un uomo: Bruno.
Egli le permette di fuggire da Ellis Island, di rimanere in America, le dà un posto in cui vive e le promette che l’avrebbe aiutata con sua sorella. Ma dietro il fascino, si nasconde un’anima nera e meschina che non può che trascinare Ewa nel baratro di un destino nero, che sembra non volerla liberare.
Ma a volte basta una dolcezza in più, ed è qui che Ewa incontra Orlando, un affascinante mago che le saprà donare l’ombra di una flebile speranza che sembrava non esistere più.

La mia opinione (contiene spoiler):
Un film coinvolgente dai toni scuri e tristi.
Mi sono imbattuta in questo film per caso, nel pomeriggio di una noiosa domenica di ottobre.
Mi ha affascinata il titolo, così ho deciso di guardarlo.
Già dalla prima scena si è subito coinvolti.
Vorrei sottolineare alcuni aspetti rilevanti.
Innanzitutto, l’ambientazione tetra ed estramente realistica dell’America degli anni ’20, ed in particolare dei quartieri più poveri e malfamati.
Immagini scure, che si addicono decisamente alla trama ed i toni del film.
Decisamente da notare poi la bravura dei protagonisti principali, a partire da Marion Cotillard. Rimane impresso nella mente il suo sguardo di sfida, sapiente, arrabbiato, triste. Una donna sola che nonostante tutto non s’arrende, che lotta ad ogni costo per salvare sua sorella Magda pur costringendosi a cadere nel peccato. Nonostante la vita spezzata e triste nella quale è costretta a vivere rimane salda nel suo cuore la bontà, l’innocenza, che le danno la forza di voler vivere, cercare la felicità, ed essere perdonata da Dio.
Altro attore di grande bravura è sicuramente Joaquin Phoenix, ossia Bruno. Una climax ascendente, il suo personaggio che dapprima appare buono ed affascinante non fa che rivelare, durante il film, la parte peggiore della sua anima, fino alla scena finale dove stremato, deturpato, col volto che è pura espressione della sua cattiveria urla ad Ewa di non sentirsi altro che una nullità e di averle rovinato la vita.
Ma paradossalmente è proprio qui che assistiamo al suo comportamento migliore.
Un film che coinvolge pienamente, 114 minuti in cui si è trasportati in un’altra realtà, in un'altra vita, commovente e triste.

Produttore: James Gray
Durata: 114 min.
Anno: 2013
Lingua originale: Inglese, Polacco


Titolo originale: The immigrant



-Iris-

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