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Visualizzazione dei post con l'etichetta Recensioni-PapaveroBlu

Recensione di 'Zootropolis'

Finalmente dopo aver visto, rivisto, fatto vedere e rivedere, il trailer di Zootropolis... SONO ANDATA A VEDERLO AL CINEMA! Non il trailer, il film vero e proprio stavolta. Esilarante, la Disney non si smentisce mai. Ma andiamo con ordine. La trama. Zootropolis è una città in un mondo in cui gli animali si sono evoluti, sicchè predatori e prede convivono civilmente l'uno accanto all'altro. I pregiudizi, tuttavia, sono parte anche di un mondo civilizzato ed è contro questi che Judy, una tenera coniglietta, lotta fermamente: non una coltivatrice di carote, no! Lei vuole diventare una poliziotta. Dopo un lungo e difficile training in Accademia, si diploma come migliore del suo corso e viene inviata a Zootropolis a sconfiggere i catt... Ah no, a dirigere il traffico. Spinta dal suo senso civico e dalla passione per il lavoro, un giorno si trova a  seguire una pista che la coinvolgerà in un intricato caso di complotti e invidie: in città, infatti, continuano a scomparire i predat...

Recensione di ‘Il pornografo di Vienna’ di Lewis Crofts

La settimana scorsa, dopo una giornata costellata di sfortune varie, ritardi e conseguenti scatti da centometrista per prendere al volo l’autobus – si, tipo Fantozzi! –, sudore indesiderato (soprattutto alle otto del mattino, mezz’ora dopo essermi lavata) e incontri/scontri fortuiti ancora più indesiderati che - mannaggia alla sveglia e a chi ha inventato il modo per spegnerle così facilmente – svegliandosi dieci minuti prima certe cose si evitavano… ebbene, dopo una giornata simile avevo solo voglia di chiudermi in casa e isolarmi in un eremitaggio a recitare un salutare mantra di insulti e improperi. MA! Cosa vedono i miei occhi appena passato Ponte di Mezzo: il mercatino del libro usato, occhi a cuoricione, gioia infinita, la vita è bellissima. È proprio qui che, su una bancarella ancora in allestimento, sono stata attratta da questo libro con la copertina bordeaux e un autoritratto di Egon Schiele: esordio letterario di Lewis Crofts, Il pornografo di Vienna è, infatti, la biografi...

L' agghiacciante caso del gatto nella minestra, di Claudio Vastano - Recensione

L'eclettico scrittore lucchese Claudio Vastano - ormai al suo quinto romanzo - si butta questa volta sul genere giallo con L'agghiacciante caso del gatto nella minestra : nella notoria villa Tooms, una serata di festa viene interrotta dall'omicidio del capostipite della facoltosa famiglia Nardi; un assassino volante, testimonianze incongruenti e un gatto esagitato, questi gli elementi con cui si deve confrontare l'insolito ispettore privato Casper Pestalozzi, chiamato a condurre le indagini.   Non mi sono mai considerata un'amante di questo genere, di solito richiede molta - troppa - attenzione per dettagli che spesso e voltentieri vengono volutamente suggeriti in sordina, per poi svelarne solo alla fine l'importanza madornale. Insomma, è un genere che, per quanto io mi impegni, alla fine mi fa sentire come se del libro avessi letto solo la conclusione. Ma non in questo caso. Vastano è stato molto furbo a scegliere la narrazione in prima persona perchè, ...

Recensione di ‘Storia del nuovo cognome’ di Elena Ferrante

Eccomi finalmente a recensire il secondo libro della quadrilogia de L’ Amica geniale: Storia del nuovo cognome. Se col primo romanzo avevamo seguito con passione l’infanzia di Lenù e della sua intrigante amica Lila, poi la loro adolescenza costellata di successi scolastici, separazioni e primi amori, e ci eravamo lasciati con il matrimonio di Lila, ora riprendiamo proprio da qui per vedere finalmente le nostre – ormai – giovani donne affrontare il mondo reale: gli ultimi anni di liceo e l’università per la prima, il matrimonio infelice per la seconda. Tutto sempre attraverso il filtro della memoria e della sensibilità di Lena , diminutivo di Elena;   anche lei scopre alla fine la sua vocazione letteraria scrivendo di getto le sue esperienze e, soprattutto, della sua amica… Mi chiedo, quanto avrà messo di sé stessa la misteriosa Elena Ferrante nella sua protagonista? O è semplicemente un gioco di coincidenze costruite ad hoc per aumentare ancora di più l’alone di mistero e il f...

Recensione di 'Un indovino mi disse' di Tiziano Terzani

Dopo un lungo oblio fatto di feste assordanti e alienante studio (quest'ultimo non è ancora finito, purtroppo..), ho finalmente trovato mezz'ora di tempo per resuscitare dalle carte di merendine e dalle pagine di uno dei 43298748927 libri sulla mia scrivania e per scrivere la recensione di un libro cui sono molto affezionata: Un indovino mi disse, di Tiziano Terzani. Il libro è il reportage - raccontato in prima persona da Terzani - di un viaggio compiuto in Asia via terra: nel 1976, infatti, durante uno dei suoi tanti soggiorni in Oriente, il giornalista racconta dell'incontro con un indovino che gli sconsiglia di salire su un qualsiasi aereo nell'anno 1995, rischio la morte. Egli, dunque, decide di assecondare la predizione, un po' per scaramanzia, un po' per giustificare a sè stesso un viaggio estremamente faticoso eppure affascinante attraverso i meandri del Sol Levante. Il fatto di doversi arrabattare per trovare vie di trasferimento alternative si rivela...

Recensione di ‘Tropico del cancro’ di Henry Miller

Una volta pensavo che essere umano fosse la maggior meta dell’uomo, ma oggi vedo che questo significava distruggermi. Oggi mi vanto di poter dire che sono disumano. Tropico del cancro è stata una rivelazione, fin dalla prima pagina. Pensavo di trovare un libro semplicemente più sfrontato ma pur sempre frivolo, e invece ho trovato una guida, un altro modo per guardare al mondo senza illusioni e con disincanto: una filosofia di vita estesa a ogni aspetto dell’esistenza più quotidiana. Il romanzo è scritto in forma di diario, quindi è in prima persona e privo di una vera e propria trama. Nella Parigi degli anni ’30 un uomo racconta la sua esperienza di stentata sopravvivenza e disgusto verso l’umanità che lo circonda, tutta chiusa nelle sue chiacchiere vuote e rassicuranti tabù impregnati di ipocrisia, schiava delle macchine e depredata di ogni passione. A mano a mano che la narrazione procede vengono introdotti sempre più dettagli che permettono di ricostruire il suo passato ...

Recensione di ‘Le leggi del desiderio’

Ieri sera sono tornata a casa con l’urgente bisogno di distrarmi senza dover mettere in moto gli ultimi neuroni rimasti vivi, ho trascorso una sfiancante giornata all’insegna di uno studio matto e disperatissimo (tanto per citare qualcuno che facilmente avrebbe potuto capire il mio annientamento mentale alle otto di sera, e che, magari, avrebbe anche potuto sorriderne e confidarmi, con uno sguardo tra l’ amorevole e il rassegnato, una triste verità; parafrasandola: ‘non hai ancora visto niente, bella mia’); dunque ho pensato… film! Si si, un film è quello che mi      serve. Dubbio amletico: Berlin calling o Le leggi del desiderio ? Il primo forse è un po’ troppo pesante, del secondo mi hanno detto che è carino.. Via, si guarda Le leggi del desiderio ! Mai fu presa decisione più sbagliata. La trama: Giovanni Canton (Silvio Muccino, che si è occupato anche della regia e del soggetto) è un life-coach, una di quelle figure professionali esportate dagli Stati U...

Recensione di 'L' amore dura tre anni'

L'amore dura tre anni. In un giorno così saturo di riflessioni importanti e silenzi di commemorazione ho deciso di recensire un film francese, una commedia romantica che parla d'amore e insegna quanto sia facile cadere nella retorica e nelle frasi fatte, farsi catturare dalle posizioni estreme e da quanto queste risultino insostenibili alla fine dei conti, o forse anche già nel mentre li facciamo, questi conti. L'amore dura tre anni. Anche il titolo è finto, non dura tre anni, e non è nemmeno amore. Stiamo ancora parlando del film, vero?  Marc Marronier (Gaspard Proust) è un critico letterario che, in seguito al divorzio, decide di scrivere un libro in cui confessa tutta la sua delusione verso l'amore; paradossalmente, ancora prima che il suo matrimonio finisca, si invaghisce di Alice, la moglie di un suo cugino, e continua a corteggiarla finchè lei non cede: i due intrecciano una relazione amorosa travolgente che verrà messa in difficoltà proprio dal libro mi...

Recensione di 'Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita' di Giulio Cesare Giacobbe

Dopo la serie infinita di pensieri e sovrappensieri sulla vita, la solitudine intrinseca delle cose e i grandi sistemi suscitatimi dalla lettura della Woolf avevo decisamente bisogno di una pausa, un antidoto a quella sbronza intellettuale che, per quanto mi avesse esaltato in un primo momento, mi ha lasciato anche uno strano retrogusto in bocca: mi sono, dunque, data alla lettura di un manualetto trovato per caso nei tecno-meandri del tablet e intitolato "Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita". Dedicato a tutti i nevrotici o aspiranti tali , il libro di Giulio Cesare Giacobbe affronta con la giusta leggerezza la questione delle famose pippe mentali, ovvero quei pensieri che non hanno alcun riscontro con la realtà e che, seppur talvolta possano risultare benefiche per il nostro ego, nella maggior parte dei casi finiscono per diventare dei tarli che prolificano nella nostra testa demolendo la nostra autostima e la nostra voglia di vivere. Non fanno bene! d...