Siamo con gli occhi e i pensieri di James, attraverso le strade di New York, a bere caffè in cucina quando sua madre arriva prima dal viaggio di nozze e non trova nessun bicchiere pulito, quando parla con suo padre che le dice che ordinare pennette al basilico per pranzo non è virile, quando decide che non vuole andare alla Brown perché tanto per imparare gli baastano i libri, quando va a trovare la sua Nanette. Siamo con lui per tutto il libro in un modo intimo e vicino, nel flusso dei suoi pensieri che riflettono, ricordano, e ci trasportano nella storia. Questo è un libro molto intenso, gran parte di questa intensità si deve alla narrazione in prima persona che permette una identificazione e l’instautarsi di un legame forte tra il lettore e il protagonista. Un personaggio pieno, riflessivo, contradditorio, incerto, nel pieno di una evoluzione interiore, di un processo di riconoscimento del proprio io di cui nemmeno lui è cosciente. James ama la solitudine, e questo lo po...