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Recensione: The Paradise

Dopo North & South (QUI), abbiamo deciso, o meglio qualcun altro l'ha fatto, dato che io non ho ancora una volta avuto voce in capitolo, su cosa guardare alla sera, su Netflix, si sono orientate su una serie firmata BBC. 
Di nuovo in un epoca di cambiamenti, dove il commercio è protagonista, siamo invitati a porgere lo sguardo al primo grande magazzino inglese. La storia è tratta da "Il paradiso delle signore", ambientato in Francia, invece, e scritto da E. Zola.

Nel 1875 si seguono le vicende intorno al Paradise primo grande magazzino inglese, il cui proprietario è il vedovo John Moray. Denise Lovett è una giovane donna che si trasferisce in città dallo zio Edmund, uno dei commercianti che sono in concorrenza con il Paradise. Denise si fa assumere dal Paradise ed è subito notata da Moray come una stella nascente. Moray dipende finanziariamente da Lord Glendenning, che ha una figlia Katherine intenzionata a sposarlo.

Più seguiamo le vicende di Denise, più ci è chiaro quanto questa appaia quasi "fuori luogo". Inizialmente, a causa del trasferimento ci appare sperduta, timida e indubbiamente ingenua, ma basterà poco, perchè venga messo in luce il suo estro creativo, quanto ambizioso, che del tutto stona con le donne del tempo.
Ed è esattamente qui che sorge il contrasto con Katherine. Bellissima, sempre vestita all'ultima moda e ricca di famiglia, è una ragazza intelligente e furba, ma al tempo stesso frivola e immatura. Sa come farsi rispettare e incute timore, negli occhi delle commesse del Paradise, ma mantiene sempre il posto che una donna del suo tempo dovrebbe occupare.
Inizialmente è difficile inquadrare Moray, un così grande alone di mistero avvolge lui e la moglie defunta, che risulta quasi impossibile indovinare le sue future azioni. Allo stesso tempo pare incapace di provare qualsiasi sentimento.
Moray è la figura che più cambia nel corso della seconda stagione, anche. Da imprenditore senza paura e saldo nelle proprie scelte, ci ritroveremo a guardare un uomo tentennante, angosciato per la propria situazione, mentre gli altri prenderanno il sopravvento sulle sue indecisioni.
Ovviamente anche Denise cambierà, maturando e trovando la giusta dose di coraggio per ammettere le sue idee e i sentimenti che cela nel proprio cuore.
Ad accompagnare le vicende fa da sfondo una sontuosa scenografia. Il Paradise è magnifico, in ogni suo dettaglio. Ritroviamo ampolle, lampadari, tessuti ed esposizioni di un tempo, dove si aggirano dame dai sontuosi abiti di alta sartoria, intente agli acquisti e alle chiacchiere. Insomma in questa serie si scommette sui piaceri di una donna, nell'acquistare. Sullo shopping.
Come potrebbe andare a male una tale impresa?
Eppure il destino pare serbare diverse sorprese, soprattutto se il finanziatore del magazzino è anche il padre della promessa sposa, del proprietario...
I personaggi secondari, sono curati anch'essi a tutto tondo. Il personale è fantastico. Sam con la sua parlantina sciolta, Clara con la sua gelosia e il suo dolore, Pauline innamorata dell'idea dell'amore, e Miss Audrey con la sua paura di esser scavalcata dalla nuova arrivata, o più semplicemente dalla gioventù.
E ovviamente non può mancare Jonas, colui che vede tutto. L'ombra che ascolta ogni conversazione, il becchino pronto a coglierti sul fatto e ad annotare ogni cosa, per poi riferirla. A chi va la sua fedeltà c'è quasi subito chiara, ma la sua storia è celata nel mistero.
Rispetto a North & South, ho amato maggiormente questa serie indubbiamente perché per mezzo di sedici episodi è più semplice strutturare personaggi ed eventi, al contrario dei quattro dell'altra, dove quando compariva qualcuno di nuovo era semplice intuire che stesse per accorrere qualcosa.
La seconda stagione, però, pecca di brio rispetto alla prima. Il tutto, infatti, pare quasi svilupparsi nell'ultimo episodio.
Fortunatamente la sigla rimane sempre la stessa, bellissima con la sua colonna sonora mentre con semplici immagini ci viene rappresentato il Paradise e la moda di un tempo.

(I quattro specchi vanno alla prima stagione e sono un giudizio, infine, complessivo. Se mi trovassi a valutare, esclusivamente la seconda vi sarebbe un calo nel voto, di uno specchio)



Lost Inside My Universe

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