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Recensione: Stronger di Melissa Pratelli

Trama

“Ciò che non ti uccide, ti rende più forte.”

 Amelia Hudson sta per iniziare il secondo anno di college e ha un solo obiettivo: ricominciare. Per questo decide di lasciarsi alle spalle la sua vecchia vita – e il pesante fardello che le ha lasciato in eredità – e di trasferirsi a San Diego, dalla sorella Cecilia. Aidan Hale, coinquilino e migliore amico di Cecilia, è un tipo spiritoso, bello da togliere il fiato e poco incline a impegnarsi sul serio. Ma soprattutto, è decisamente fuori dalla portata di una nerd imbranata come Amelia. Ciononostante, i loro mondi finiscono per entrare in collisione e tra provocazioni e scontri continui, l’attrazione che c’è tra loro si trasforma in qualcosa di più profondo. Il destino, però, è sempre in agguato e rischia di far crollare il fragile sogno che i due ragazzi hanno faticosamente costruito. Perché Amelia non è l’unica a nascondere un segreto e anche il passato di Aidan ha ancora qualcosa da dire…

"Viaggiavamo su due corsie opposte e l’unico modo in cui avremmo potuto incontrarci era uno scontro frontale dal quale saremmo usciti malconci. Tutti e due."

NB: Il presente romanzo è una seconda edizione, è stato pubblicato per la prima volta nel 2018 con il titolo "È tutto qui". La storia è stata rieditata, sono state aggiunte alcune scene inedite e due capitoli bonus a fine romanzo. Il romanzo è il primo di una dilogia (la storia dei protagonisti inizia nel primo volume e termina nel secondo).

ATTENZIONE: In questo romanzo vengono trattati temi che potrebbero urtare la sensibilità di alcuni lettori. Si invita a una lettura consapevole.

Ci sono libri che non sono semplici storie, ma frammenti di vita che si incastrano perfettamente nelle crepe della nostra anima. Tornare tra le pagine di "Stronger - È Tutto Qui" di Melissa Pratelli, a sette anni di distanza dalla sua prima uscita, non è stato solo un atto di lettura, ma un vero e proprio ritorno a casa. Sette anni fa, quando ho stretto tra le mani la prima versione di questo romanzo, ero una persona diversa. Oggi, rileggendo questa nuova edizione, mi rendo conto di quanto io sia cambiata, eppure la voce di Amelia e la forza silenziosa di Aidan risuonano in me con una potenza ancora maggiore. È la magia di Melissa Pratelli: saper raccontare il dolore con una tale fluidità da renderlo quasi dolce, trasformando la sofferenza in una promessa di rinascita. 

Lo stile di Melissa è, come sempre, estremamente scorrevole e coinvolgente; la sua scrittura non si limita a descrivere, ma ti trascina letteralmente all'interno della testa di Amelia, facendoti sentire ogni sua ansia, ogni battito accelerato e ogni morsa allo stomaco. È un fluire continuo, come le onde dell’Oceano Pacifico che Amelia osserva dal suo terrazzino a Ocean Beach; nonostante tratti temi profondi e spesso devastanti come la depressione e il lutto, la narrazione non risulta mai pesante, ma necessaria. Melissa Pratelli usa le parole come se fossero carezze su ferite aperte. C’è una delicatezza intrinseca nel modo in cui descrive il percorso di guarigione di Amelia, rendendo giustizia a chi, come lei, vive di "ansie che strisciano sotto la pelle". "È Tutto Qui" si muove agilmente tra alcuni dei trope più amati del genere New Adult, ma li rivisita con una profondità psicologica rara.

  • Forced Proximity (Roommates): La convivenza forzata tra Amelia, sua sorella Cecilia e il carismatico Aidan crea una tensione palpabile fin dalle prime battute. 
  • Sister's Best Friend: Aidan non è solo un coinquilino, è il migliore amico di Cecilia, il che aggiunge uno strato di "proibito" e di lealtà familiare che complica ogni sguardo e ogni bacio.
  • Healing through Love: Il cuore pulsante del libro è la guarigione. Non è il solito trope del "lui salva lei", perché Amelia impara che deve salvarsi da sola, ma l’amore diventa il catalizzatore, la forza che le permette di guardare fuori dal proprio baratro.


Leggere questo libro è importante perché parla di salute mentale senza filtri, ma con immensa speranza. Ci ricorda che "non c’è niente di male a chiedere aiuto alle persone che ti vogliono bene. Non è un segno di debolezza, ma di forza". Amelia ci insegna che la depressione non è una scelta, ma una malattia che richiede tempo, cura e una volontà ferrea per essere affrontata.  
Il rapporto tra Cecilia e Amelia è, forse, la colonna portante emotiva dell'intero romanzo. Cecilia è l’ancora di Amelia, il suo "porto sicuro". Il loro motto, "Anime affini. Diverse ma uguali, insieme per sempre", non è solo una frase, ma una promessa di vita. Cecilia è la forza dove Amelia vede debolezza; è colei che la sprona a uscire dal guscio, a indossare vestiti che la valorizzino anziché nasconderla, ma è anche quella pronta a cullarla durante gli incubi più neri. Il loro amore fraterno è viscerale: Cecilia arriverebbe a "fare Aidan a pezzi e buttare i suoi resti nell'oceano" pur di proteggere la sorella ed una rappresentazione magnifica di come la famiglia possa essere la prima forma di cura. Nella sua figura, questa volta, ho visto una parte di Melissa che conosco bene, quella che si prende cura di me, che lo fa da quando avevo diciassette anni, la sorella maggiore che avrei voluto e che ho trovato. Il rapporto tra Aidan e Cecilia è basato su una fiducia assoluta e una confidenza nata da anni di convivenza e supporto reciproco. Sono "compari di bevute" e migliori amici. Aidan vede in Cecilia una figura fondamentale, qualcuno che lo ha aiutato a rialzarsi dopo la fine della sua storia con qualcuno di importante. Nonostante abbiano un passato che include un episodio di sesso occasionale anni prima, questo non ha scalfito la loro amicizia, anzi, ha chiarito che il loro legame è puramente platonico e fraterno. Cecilia è l'unica che può chiamarlo "Dan" e anche l'unica che ha il coraggio di metterlo davanti alle sue responsabilità e alle sue paure.

E poi ci sono loro: Aidan e Amelia. Il loro rapporto inizia con silenzi imbarazzati e sguardi sfuggenti, per poi trasformarsi in una danza di provocazioni e attrazione magnetica. Lui non vede Amelia come una "pazza" o una "debole" a causa del suo passato. Per Aidan, lei è "una persona estremamente coraggiosa" che ha fatto un salto nel vuoto per migliorare la propria vita. La loro chimica è esplosiva, ma è la loro connessione emotiva a restare impressa. 
Rileggere questo libro dopo sette anni è stato come ritrovare un vecchio amico e rendersi conto che, nonostante le tempeste della vita, il suo cuore batte ancora forte. "Stronger - È Tutto Qui" non è solo un romanzo d'amore; è un inno alla resilienza umana. È la storia di come si possa cadere nel baratro più profondo e, un passo alla volta, con l'aiuto delle persone giuste, ricominciare a vedere la luce. Se cercate una storia che vi faccia piangere, sorridere e, soprattutto, riflettere sulla bellezza delle seconde possibilità, questo libro è per voi. Perché la forza non è non cadere mai, ma avere il coraggio di rialzarsi, anche quando il mondo sembra essere finito. Amelia siamo noi, con le nostre paure e le nostre cicatrici. E Aidan è la prova che esiste qualcuno capace di amare non "nonostante" quelle cicatrici, ma proprio per esse. Ed è davvero Tutto qui... o forse no! Perché presto ci aspetta il secondo volume e io sono pronta!


Alla prossima,



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