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Recensione serie tv: The OA - prima e seconda stagione (possibili spoiler)



The OA è una serie di fantascienza che colpisce da subito per il non collocarsi nell'abitudinario circolo di eventi galattici che prevedono guerre e invasioni aliene. Ci troviamo a scontrarci con particolari eventi che prendono piede in quello che per molti è il quotidiano, in quanto vivono nell'ignoranza degli studi che si stanno portando avanti. Noi per primi.
Nella prima stagione sono rimasta folgorata dal primo minuto dalle premesse e le azioni di PA (OA nella versione originale). Prairie Johnson/ Nina/ PA nella prima manciata di secondi della serie si suicida, attraversando di corsa un ponte e buttandosi da questo in quello che sembra uno stato confusionale.  Ripercorrere i passi della sua storia non è semplice tanto che per farlo occorre riunire, senza nessuna ragione apparente, altre cinque persone. Questo, tra l’altro, è uno dei quintetti più disparati di sempre, che prevede ragazzi problematici e una professoressa che ancora non riesce ad elaborare la morte del fratello.
Durante la prima stagione sono rimasta scioccata dai sette anni di cui PA racconta, non senza turbamenti, ma con il sorriso in volto conscia di avere una missione da portare a termine ad ogni costo. Dà il modo in cui tutto inizia, qualcosa che suona come: “Non è tanto interessante come ho riacquisito la vista, ma come la persi la prima volta”, a un finale tanto imprevisto, tanto possibile, dato che ne abbiamo sentito parlare decine di volte al telegiornale, sono rimasta sempre col fiato sospeso e il desiderio inarrestabile di guardare l’episodio dopo.

Ma oltre al racconto, sia la prima che la seconda stagione donano allo spettatore la possibilità di farsi
domande. Tante domande, che episodio dopo episodio trovano risposte sempre più insolite e impreviste. Per esempio, se incontrassimo l’anima gemella, avendo la certezza che questa lo sia davvero, riusciremmo a innamorarci sempre di questa anche in una vita differente per scelte, professione, carattere e background? Saremmo sempre noi in una dimensione dove abbiamo deciso di intraprendere differenti cammini? E questi possono essere grandi o piccole deviazioni da come ci conosciamo in questa realtà, per esempio possiamo bere, mentre in un’altra dimensione siamo astemi, nulla di troppo sconvolgente, ma se fossimo sposati con quello che consideriamo il nostro peggior nemico?
Non prevedendo veri e propri alieni, se non forse noi stessi che andiamo ad occupare un nostro corpo in un altro mondo quando compiamo il salto, The OA riporta al centro dell’attenzione l’uomo e la sua ignoranza, assieme a mille dimensioni, per quanto riguarda la seconda stagione (anche se momentaneamente se ne prendono tre in considerazione).
La natura ha un ruolo importantissimo poi. Ho apprezzato moltissimo questo focus su qualcosa che c’è tanto vicino, ma che spesso risulta scontato. Non servono galassie strane, alieni dalle forme sempre più bizzarre o mondi raggiungibili per mezzo di razzi spaziali, The OA dimostra come l’insolito si trovi in quello che meno consideriamo assurdo proprio perché che non lo reputiamo tale. Che sia un polipo, un semplice rosone o quello che pare un flash mob, tutto può acquisire una connotazione differente con la giusta narrazione e atmosfera.
Inutile ribadire che ho divorato sia la prima che la seconda stagione. La seconda, anche se inframezzata da quel che accadeva all'insolito quintetto e le vicende di Nina nell'altra dimensione presa in causa , vedeva un sacco di nuovi fattori che mai avrei avuto modo di prevedere solo dal finale della prima. Nuovi personaggi, uno strano gioco, una casa avvolta nel mistero e una vita tutta nuova quanto sconosciuta per i protagonisti. E quello che ci aspetta per la terza stagione sembra altrettanto incasinato e promettete. 
Ma sono certa che ancora una volta verrò presa in giro dagli sconvolgenti eventi che ci attendono, esattamente come accaduto con il finale di quest’ultima stagione, un vero e proprio giro tondo, dove giungiamo in quella che immagino sia una dimensione molto simile alla nostra dato che Prairie Johnson/ Nina/ PA si chiama Brit ed è un'attrice e Hap si presenta come Jason Isaacs. 
Non vedo l’ora di sapere dove ci porterà questa volta il nostro angelo… e Brit dato che la stessa attrice è anche co- scrittrice e produttrice della serie. 




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