Recensione "Nothing Tastes as Good" by Claire Hennessy

 

Non chiamatela angelo custode. Annabel è morta, ma non se ne è ancora andata del tutto. E quando le viene assegnato il suo primo incarico da aiutante fantasma, capisce subito perché deve occuparsi proprio di una sua ex-compagna di scuola: Julia è grassa. Ed essere grassi rende infelici. Semplice, no?
Mentre Annabel osserva Julia vivere lo stress dell'ultimo anno del liceo, Julia lascia entrare gradualmente la voce di Annabel, facendosi guidare nel rapporto col suo corpo, il cibo e il controllo della propria esistenza.
Ma niente è così semplice come può sembrare a prima vista. E passare tutto quel tempo nella testa di Julia inizia ad avere conseguenze anche per Annabel. E Annabel sa che una volta che le voci prendono il sopravvento è fin troppo difficile ignorarle.

Nothing Tastes as Good, pubblicato dall'editore inglese Hot Key Books e ancora inedito in Italia, è uno young adult su due teenager con disturbi alimentari: una malata, l'altra circondata da figure adulte tutt'altro che positive e convinta di non essere mai abbastanza. Ma ovviamente, come ogni libro valido, riesce a spiazzare in infiniti altri campi. E così il romanzo si riempie di pagine (trecentoventisette in tutto) sulla crescita, sulle pressioni sociali, sull'accettazione di se stessi, il rispetto e il rapporto con il prossimo, la famiglia, gli abusi degli adulti, l'insicurezza e tanti altri complicati aspetti di cui non sempre si parla. Ancora più raramente se ne parla in modo degno.

Invece Claire Hennessy riesce a trattarli in modo prima di tutto dignitoso, e poi meraviglioso e totalmente realistico e pertinente; ma senza essere mai eccessiva. Con le parole di Annabel, che racconta tutta la vicenda in prima persona e con la sua irresistibile ironia, riusciamo non solo a vivere l'intera storia sulla nostra stessa pelle, ma anche a immergerci in realtà fin troppo difficili.

Annabel, la nostra voce narrante, è uno spirito che ha accesso ai pensieri e ai ricordi di chiunque, adulti e ragazzi. In questo modo scopriamo così tanto non solo dei vari personaggi, ma anche dei meccanismi (spesso assurdi) che condizionano la vita di tutti noi.
Cosa ancora più meravigliosa, però, è che a mostrarci e raccontarci il tutto sia una ragazza che non accetta la propria morte e non pensa neanche di essere malata. Ma lo è. L'anoressia è una malattia. E questa è una delle magie della penna dell'autrice: non solo ci presenta personaggi complessi, una trama valida e mette a confronto individui borderline che condividono più di quanto ammettono. Riesce a immergerci nel punto di vista di un individuo che crede fermamente di essere nel giusto e che ogni sua azione sia stata legittimata, e a farci comunque capire che in realtà sta sbagliando, a renderci consapevoli della malattia che Annabel stessa sta negando. Pura poesia, simbolo di una bravura straordinaria.

Nothing Tastes as Good, scritto in un Inglese scorrevolissimo e facile da comprendere, è uno di quei romanzi sulla crescita che riescono a far crescere anche noi che lo leggiamo. Un libro che ha davvero tanto da dire e che lo fa fin troppo bene. Una lettura da recuperare assolutamente e che non delude mai, a partire dalla fantastica copertina fino all'ultima pagina. Semplicemente un'imperdibile piccola perla che troverà presto il suo posto dentro di noi.
Buona lettura!


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