Recensione: Gelidi abbracci di Valentina Camerini


Quando viene mandata in uno sperduto collegio sulle Alpi, Cat è decisa a scappare alla prima occasione: lei è uno spirito ribelle, non può certo arrendersi a una vita di rigide regole. Durante la fuga, però, una misteriosa creatura la salva dalla caduta in un burrone e la riporta al collegio, dove tra professori ambigui e compagni di classe reticenti, aleggia un altro enigma: la scomparsa di Lily, una studentessa sparita da settimane, di cui nessuno parla volentieri. È lo zio Edoardo, uno scienziato in pensione che vive tra quelle stesse montagne, ad aprire gli occhi alla nipote: dietro l'apparenza impeccabile, il collegio cela un segreto. Divisa tra la ricerca della verità e i sentimenti sempre più complicati per Arturo, il magnetico compagno di classe che prima la evitava e ora fa di tutto per conquistarla, Cat deve compiere una scelta cruciale: solo lei può decidere se continuare a custodire questo straordinario segreto oppure rivelarlo al mondo, cambiando per sempre le sorti dell'umanità.



Giorno! Questa recensione, su un fantasy italiano inizia con una piccola lista di osservazioni:

a) Per una volta, finalmente, non ho nulla da ridire sulla trama ( Alleluia, starete pensando XD )
b) Il titolo è uno dei più azzeccati di sempre
c) la copertina è fantastica e ha senso


Pensavate fosse tutto rosa e fiori, vero? Non è certo così, anche in questo romanzo ci sono delle note dolenti...ma sono davvero fatti trascurabili, per fortuna ;)

Il primo elemento in questione è la protagonista. Inizialmente era per me una ragazza viziata, superficiale, quanto odiosa. 
Tenete presente, che da subito viene messo in chiaro che il motivo per cui è costretta a trasferirsi sono i suoi "hobby" per così dire; ovvero bere, far festa, attaccar briga e venire sospesa... fantastico, non trovate?
La sua situazione va, però, a doversi inserire in un determinato contesto, che vede un padre esclusivamente concentrato sulla propria carriera di chirurgo e quindi assente, per ogni aspetto che riguarda la vita di Caterina.
La ragazza è lasciata allo sbando più totale, insomma. Il continuo cambiare casa e collegi non l'aiuta, tra l'altro, a trovare un minimo di equilibrio.

"Cercavo un luogo dove sentirmi a casa, invece ho scoperto che quella sensazione di pace la si trova tra le braccia di una persona."

C'è anche da dire, che questo, non è l'unico aspetto del suo carattere. 
Quasi da subito, a causa delle prime pericolose e strane situazioni, s'intuisce il suo lato forte e sicuro. La sua voglia di non fare affidamento su nessuno per cavarsela e quanto ami la sua indipendenza, seppur la faccia sentire più sola che mai.
Cat matura moltissimo durante le vicende, il che va tutto a suo favore.
Riesce ad inserirsi al Kranz, il fantomatico castello- college, tra le montagne, dove pare regnare un'atmosfera austera.
Tutti gli studenti sembrano, infatti, concentrati solo sui libri e lo studio. Non ci sono divertimenti, se non gli scacchi e la biblioteca, che offre una raccolta datata di un secolo, per quanto riguarda le letture, per passare il tempo, mentre è aggiornatissima nel campo scientifico.
Diciamo che non è esattamente l'ambiente che di solito la protagonista frequenta.
La seconda nota dolente sono i nomi, in particolare quello del personaggio maschile più importante, Arturo.
Ogni volta che leggevo di lui, nella mia mente lo storpiavo, tramutandolo in Arthur o Aruto ( forse sto diventando dislessica o forse sto leggendo troppi manga .-. ) tutto comunque, più di non ricollegarlo all'immagine di un cane...
Lui è stato, nome a parte, il personaggio che maggiormente ho apprezzato assieme a Cat. La psiche di entrambi è strutturata benissimo. Se nella prima parte del romanzo odia la protagonista c'è un motivo, se poi inizia ad avvicinarsi a lei, ce n'è un altro. I suoi modi di fare non cambiano per via dell'umore, ma sono dettati da condizioni e strategie ben precise.
Nella prima parte, sempre, entrambi non si fidano l'uno dell'altro, ma anzi, si spiano a vicenda, per differenti motivi, che successivamente andranno ad intrecciarsi.

"Amarmi vuole dire essere prigioniera del nostro segreto."
"Amare significa essere prigionieri comunque" risposi.
"Prigionieri dell'unica cosa che ci rende felici"

Arrivati a un buon 70% di lettura, incontriamo l'elemento fantasy e molte risposte vengono a galla.
Il fattore "amore" all'inizio non è troppo sviluppato e non abbiamo vere e proprie manifestazioni di questo, fino quasi alla fine. Cat perde molte delle sue sicurezze su questo fronte.
Il mistero che lega tutta la storia, riesce a tenere il lettore col fiato sospeso, sino all'ultimo. Ogni elemento è utilizzato con cura e nulla viene lasciato indietro durante le varie rivelazioni.
Manca, forse, un tocco originale, nello stile di scrittura, che per quanto risulti fluido, a volte può far sì che il lettore lasci cadere l'attenzione dalle vicende narrate, ma questo accade solo verso la metà del racconto, quanto ancora si è nel pieno delle indagini. Dopo tali pagine è impossibile staccarsi dal libro.
Consigliato a chi cerca un fantasy ricco di mistero, costellato dal fascino della natura e della montagna, ambientato in un luogo dove il tempo pare essersi fermato, ma dove l'amore è sempre pronto a trionfare.






Lost Inside My Universe

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