TramaIn un mondo intriso di negromanzia e alchimia devastato dalla guerra, una donna senza ricordi combatte per la propria sopravvivenza contro chi vuole portare alla luce i segreti più profondi del suo passato. Un tempo brillante alchimista, Helena Marino è ora una prigioniera di guerra, intrappolata dai suoi carcerieri, ma anche dalla sua stessa mente. I suoi amici e compagni della Resistenza sono stati brutalmente assassinati, le sue abilità annientate e il mondo che conosceva ridotto in cenere. Ora, all'indomani della lunga guerra, Helena è nelle mani della nuova classe dirigente di Paladia: potenti famiglie di gilde corrotte e spietati negromanti, vittoriosi grazie alla creazione di orrende creature non-morte. Secondo gli archivi della Resistenza, Helena era una guaritrice di scarsa importanza. Tuttavia la sua inspiegabile perdita di memoria nei mesi precedenti la cattura solleva un dubbio inquietante tra i suoi nemici: è davvero così insignificante come sembra, o nei ricordi sepolti della sua mente si nasconde l'ultima, vitale mossa della Resistenza? Per scoprirlo, Helena viene affidata all'Alto Reeve, uno dei negromanti più potenti e temuti del nuovo regime. Chiusa nella sua tenuta decadente, dovrà lottare per proteggere la verità e conservare ciò che resta di sé. Ma la sua prigione e il suo aguzzino celano oscuri segreti... segreti che Helena dovrà svelare, a qualunque costo.

Leggere Alchemised di SenLinYu è stato come subire un naufragio violento in un mare di catrame e cenere. Non giriamoci intorno: questo libro è un’esperienza devastante. È un tomo imponente, che supera le mille pagine, capace di tenerti incollata al testo con una scrittura magneticamente scorrevole, pur infliggendoti colpi bassi a ogni capitolo.
È la trasposizione originale di quella che è stata la fanfiction più discussa degli ultimi anni (Manacled), e porta con sé tutta la carica oscura e psicologica di una storia nata per esplorare i limiti dell'essere umano. Il punto di partenza di Alchemised è una verità storica e sociale atroce che l'autrice sbatte in faccia al lettore senza filtri: le guerre vengono sempre combattute sul corpo delle donne. In un mondo dove la negromanzia ha vinto e la Resistenza è stata ridotta al silenzio, le donne non sono più persone, ma risorse. Strumenti di riproduzione, contenitori di segreti, oggetti di tortura o di piacere.

La protagonista, Helena Marino, incarna questo martirio. Prigioniera di guerra, viene spogliata di tutto: dei suoi vestiti, della sua dignità, della sua libertà e, cosa ancor più terribile, dei suoi ricordi. La narrazione delle parti riguardanti l'abuso sessuale non è solo cruda, è dilaniante. SenLinYu non indora la pillola. Ci mostra come il potere maschile e militare utilizzi il corpo femminile come un campo di battaglia su cui piantare bandiere di dominio. Leggere queste pagine fa male, lascia un senso di nausea e di rabbia impotente, perché Helena viene usata, manipolata e violata in nome di una "ricostruzione" del mondo che non ha nulla di umano.Al centro di questo inferno c'è il legame tra Helena e Kaine. La loro non è una storia d'amore convenzionale; è una collisione di due anime distrutte che cercano di non annegare.
L’aspetto più potente della trama è la rivelazione del perché Helena si trovi in quello stato di amnesia catatonica. Non è stato un trauma esterno a cancellare la sua mente, o meglio, non solo quello. Helena ha scelto di cancellare la propria memoria da sola. È un atto di un amore disperato, folle e assoluto: ha strappato via parti di se stessa, ha mutilato la propria psiche per proteggere Kaine.
Questo sacrificio ribalta completamente la percezione della storia. Helena non è solo una vittima passiva; è una donna che, nel momento della sconfitta totale, ha usato l'alchimia per creare uno scudo impenetrabile attorno all'uomo che ama, sapendo che se il nemico avesse scoperto il loro legame o i segreti di lui, tutto sarebbe stato perduto. Questo atto di auto-mutilazione mentale è il culmine del romanticismo tragico: dimenticare l'amore per permettere all'amore di sopravvivere.
Uno dei motivi per cui Alchemised risulta così pesante (nel senso di densità emotiva) è che l'autrice non ti permette di rifugiarti in una fazione "buona".
I Vincitori/Negromanti: Sono la personificazione del male sistemico, della corruzione e della crudeltà senza fine.
La Resistenza: Spesso descritta con toni eroici in altri romanzi, qui appare cinica, disposta a sacrificare i propri membri (Helena in primis) per un bene superiore che sembra sempre più sbiadito e ipocrita.
Ho finito per odiare profondamente entrambe le fazioni. Ti senti sporca insieme a Helena, intrappolata tra chi vuole usarti per il potere e chi voleva usarti per la causa. In questo scenario, l'unica cosa che resta vera è il legame, pur malato e distorto dalle circostanze, tra Helena e Kaine. Due persone che cercano di salvarsi a vicenda mentre il mondo intorno a loro continua a bruciare.
Il romanzo è diviso in tre parti che scandiscono la trasformazione della storia: dalla prigionia presente, al flashback che spiega come si sia arrivati a quel punto, fino alla risoluzione finale. Questa struttura è necessaria per comprendere l'alchimia dei personaggi. Lo stile è superbo: SenLinYu ha una capacità descrittiva che rende l'atmosfera decadente di Paladia quasi tangibile. Senti il freddo delle pietre della tenuta, l'odore di zolfo e di morte, il sapore metallico della paura. Nonostante la lunghezza monumentale, non c'è un momento di stanca; la tensione psicologica ti trascina via come una corrente.
E poi arriviamo alle ultime pagine. Dopo un viaggio di oltre mille pagine tra torture, dilemmi etici insormontabili, morti atroci e sacrifici estremi, il finale mi ha lasciata perplessa. Come dicevo, dopo tutto questo casino, mi è sembrato che tutto finisse un po' a
tarallucci e vino.
Dopo aver costruito un mondo così spietato, dove ogni azione ha un prezzo terribile, la chiusura sembra quasi voler "ripulire" la coscienza del lettore troppo in fretta. Avrei preferito una conclusione più coerente con la brutalità della storia, qualcosa che mantenesse quel sapore di cenere in bocca. Invece, la virata verso un lieto fine più accomodante toglie un briciolo di potenza a quel senso di tragica ineluttabilità che aveva reso il libro un capolavoro di angoscia fino a quel momento.
Alchemised è un'opera che ti cambia. Ti costringe a riflettere sulla memoria come identità, sul potere come veleno e sull'amore come ultima forma di resistenza, anche quando l'amore stesso diventa una prigione. Helena Marino è un personaggio che rimarrà nella storia del genere per la sua forza silenziosa e per il modo in cui ha sopportato il peso del mondo sulle sue spalle.
È un libro consigliato? Sì, ma con tantissimi, enormi trigger warning. È un libro che ti distrugge, ti dilania e ti costringe a guardare il lato più oscuro dell'animo umano. Ma se avete il coraggio di affrontare il vuoto nella memoria di Helena, troverete una storia di una bellezza feroce e indimenticabile.
Voto:
Alla prossima,
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