Il nostro riparo di Frances Greenslade

" Come poteva un estraneo entrare nella vita di nostra madre e dopo solo qualche mese sapere di lei molte più cose delle sue figlie? Avevo questa immagine di mamma come un lago, con me e Jenny saltellanti dentro e fuori dall'acqua, ma mai mi sarei sognata, ma mai avrei minimamente immaginato quali abissi verdi potessero esserci tra di noi."

Ciao a tutti/e!
Apro la mia recensione con una citazione presa dal romanzo di cui vi vorrei parlare: Il nostro riparo di Frances Greenslade.





Chilcotin, Stati Uniti d'America, 1967. Maggie e Jenny Dillon vivono felicemente con Patrick ed Irene, i loro genitori, in una modesta casa nel bosco. Il padre lavora come operaio in una ditta che si occupa di legname; un uomo buono, gentile, che ama la moglie e le figlie. Così come Irene, una donna forte, indipendente ma misteriosa. La vita delle due sorelle Dillon scorre serenamente, finché un giorno il padre muore sul lavoro. 
Irene e le figlie cercano di superare ciò che è successo, provano ad andare avanti e si trasferiscono a casa di un'amica di Irene, Rita. Trascorrono belle e serene giornate, ma la madre delle due bambine inizia a comportarsi in modo strano, e dopo aver litigato furiosamente con Rita, decide di andarsene. Irene è inquieta, arrabbiata, spaventata. Chiede aiuto a degli amici del marito, Ted e Beatrice Edwards: affida loro le figlie; avendo trovato un lavoro stagionale lontano da casa non è più in grado di occuparsi di loro. Maggie e Jenny non riescono ad accettare questa nuova situazione, ma la madre promette loro che sarà solo per pochi mesi, poi tornerà a prenderle. Le ragazze iniziano una nuova vita, nuovi amici, nuova scuola. I giorni e i mesi passano, ogni tanto ricevono lettere da Irene nelle quali però non si accenna mai ad un loro possibile ricongiungimento. Finché le sorelle Dillon iniziano a non ricevere più lettere dalla madre. Né Beatrice né Ted sanno dove viva e cosa le sia successo. Dove è finita Irene? Ha veramente abbandonato le sue figlie?


Ho iniziato la lettura di questo romanzo spinta dalle buone recensioni e dai temi trattati: il rapporto madre-figlia, l'abbandono, la crescita, la morte. Temi molto forti, condensati in un unica ed intensa storia dalla quale difficilmente riuscirete a staccarvi. Il fatto di essere stato scritto in prima persona ( Maggie è la voce narrante) aiuta ancora di più ad entrare nel vivo della vicenda, ad immedesimarsi con lei, le sue paure, i suoi dubbi, i suoi sentimenti.
E' un romanzo forte che terminato vi lascerà un po' di amaro in bocca ma allo stesso un po'di serenità, perché sì alla fine le sorelle Dillon ritroveranno la serenità perduta dopo la morte del padre (almeno questo è quello che penso io).
Vi consiglio caldamente la lettura; non è una storia leggera, ma non ve ne pentirete!



Alla prossima!

-Paciuflosa- 

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