Recensione: Prendimi per mano di Sarina Bowen

Corey Callahan non avrebbe mai immaginato di iniziare il college inchiodata su una sedia a rotelle. È bastato un attimo, un maledetto attimo, per infrangere i sogni di una vita e rovinare una promettente carriera sportiva. Corey è convinta che nessuno al mondo possa capire come si senta… Almeno finché non incontra Hartley, il ragazzo che abita nell’appartamento di fronte al suo. Hartley è bello, affascinante e gentile.
E ha smesso di giocare a hockey a causa di una frattura alla gamba che lo costringe a trascorrere i pomeriggi sul divano.
L’amicizia tra Corey e Hartley è immediata, una scintilla che illumina i loro cuori. E così, tra stampelle, confidenze e risate a tarda notte, Corey inizia a sentirsi di nuovo se stessa. Di nuovo felice.
Come se la vita avesse finalmente ricominciato a sorriderle ora che Hartley
è lì insieme a lei. Ma c’è un piccolo problema: lui è fidanzato, con una ragazza assolutamente perfetta. E Corey non vuole compiere un passo sbagliato. Perché questa volta inciampare significherebbe cadere, e non rialzarsi mai più…



Inanzi tutto come immaginate una persona su una sedie a rotelle?
L'iniziale idea che avevo di Corey era di una ragazza fragile, facile al pianto, depressa per quel che l'era accaduto e bisognosa d'aiuto.
Non potevo sbagliarmi maggiormente. Sebbene dalla trama poco emerga, Corey è la pura essenza di "volere è potere".
Per quanto incerta a volte, non si fa mai scoraggiare e la prima coraggiosa decisione è proprio quella di entrare al college a meno di un anno dall'incidente.

" Quand'è successo? "
" Quand'è successo cosa?" Il suo sguardo vagò altrove.
"L'incidente."
"Il 15 gennaio."
"Aspetta...questo 15 gennaio? Cioè otto mesi fa?" Lei fece un piccolo cenno di assenso.
"Perciò...la scorsa settimana hai detto: <<Fanculo, è settembre. Sarà meglio spostarsi dall'altra parte del Paese e voltare pagina>>? "
Corey soppesò la Coca Cola, molto probabilmente per sottrarsi alla mia aria inquisitoria.
"Bé... più o meno. Ma siamo seri, quanto dovrebbe durare il lutto per aver perso l'uso delle gambe?"
Mi guardò dritto in faccia, inarcando un sopracciglio.
Fanculo. Quella ragazza mi aveva appena fatto passare la voglia di lamentarmi per il resto della vita.

Lei è onesta, schietta e soprattutto non si fa troppi problemi, per quanto le costi, a rimettersi in gioco.
Con Hartley è effettivamente amicizia e intesa a prima vista. Si ritrovano a giocare a hockey, lo sport che lega entrambi, per mezzo di un videogioco e piano piano iniziano a conoscersi. Quasi da subito la protagonista ammette, a se stessa, di provare qualcosa per il vicino di stanza.

Hartley è effettivamente costretto, momentaneamente, a far uso delle stampelle, ma la sua è solo una condizione temporanea.
Ha qualche problema a livello famigliare, soprattutto per quanto riguarda la figura paterna. é intelligente, spiritoso e non s'imbarazza facilmente...
Alcune parti della narrazione sono viste dal suo punto di vista. La sua personalità è spesso in conflitto. 
La sua vita è costruita, infatti, dalle sue ambizioni e dai suoi progetti, ma anche da scelte che potrebbero farlo risaltare agli occhi di un genitore mai incontrato.

Uno degli elementi che maggiormente mi ha invogliato alla lettura di questo romanzo, è stata l'iniziale poesia di E. Dickinson. La speranza che lei decanta, va ha impersonare una piccola parte della personalità di Corey, che la spinge a non rassegnarsi e a farsi coraggio nella relazione che andrà via via ad approfondirsi con Harley.

Anche se secondari i personaggi sono strutturati benissimo. Non sono pochissimi, eppure è facile immergersi nel loro mondo e ricordarsi chi siano e come siano.
Proprio per questo, credo che, con lo stile di scrittura della Bowen, gli altri romanzi di questa serie (ognuno auto conclusivo, ma con la stessa università come punto di riferimento e l'amore per l'hockey) non avranno nulla da invidiare a questo primo capitolo della saga.

La storia in sè segue una narrazione "tranquilla". Non vi sono veri e propri colpi di scena, ma solo la routine e il corso e l'evolversi delle scelte prese. Proprio per questo il racconto appare così reale. Come i sentimenti, i turbamenti e le paure che affliggono i due protagonisti.

E se ancora siete incerti, posso dirvi, che no, questo libro non fa piangere. Non aspettatevi una protagonista che chiede aiuto facilmente o che non è in grado di prendere delle decisioni da sola.
Corey è forte e sa cosa vuole. Lo stesso vale per Hartley. 
Sebbene all'inizio non sia troppo sincero con se stesso, grazie a Corey, arriva a capire come migliorarsi e chi sia la persona giusta per lui, arrivando a riprendere in mano la sua vita.




Lost Inside My Universe












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