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Recensione: Stronger - Non lasciarmi andare

Trama: Sono passati due mesi da quando Aidan se n’è andato e guardare avanti non è mai sembrato così difficile. Eppure, Lia ce la sta mettendo tutta per rimettere insieme i pezzi, grazie anche all’aiuto di Connor. Lasciare alle spalle i ricordi, però, è difficile, e lo diventa ancora di più quando nell’appartamento delle sorelle Hudson si trasferisce un nuovo inquilino: Duncan, il fratello di Aidan. Aidan ha chiuso definitivamente con la sua vecchia vita. La sua quotidianità ora è fatta solo di responsabilità. La decisione che ha dovuto prendere continua a pesare sul suo cuore a pezzi e ciò che prova per Lia non sembra affievolirsi, anzi, è più forte che mai. Ma quale alternativa aveva se non quella di sparire dalla sua vita? Tuttavia, le sue sicurezze cominciano a vacillare nel momento in cui lui e Amelia si trovano di nuovo l’uno di fronte all’altra ed entrambi si accorgono che i loro sentimenti sono ancora lì, sotto la superficie. Perché, anche se alcune scelte sembrano quelle giuste, a volte non si può smettere di amare. A volte non ci si può lasciar andare.

Buongiorno Specchietti, ovviamente non potevo lasciarvi senza la recensione del secondo e conclusivo volume di "Stronger - Non lasciarmi andare" di Melissa Pratelli. Ne abbiamo parlato tanto nel corso degli anni, ma dopo aver letto questa versione modernizzata mi sono resa conto che "No, non ne abbiamo parlato abbastanza". Se prima questa dilogia era ottima, ora è PERFETTA!. Quindi, eccomi qua (Potrebbero seguire spoiler): La dilogia Stronger di Melissa Pratelli non è una semplice sequenza di eventi, ma un viaggio emotivo che si incastra perfettamente nelle crepe dell'anima del lettore. Se nel primo volume, È tutto qui, abbiamo assistito all'incontro tra Amelia e Aidan - due vite che viaggiavano su corsie opposte pronte a uno scontro frontale - e alla nascita di un amore capace di fungere da catalizzatore per la guarigione, il secondo volume, Non lasciarmi andare, ci trascina nel cuore pulsante di una sofferenza necessaria alla rinascita. Trovate qui la recensione del primo volume per un ripasso, ma vi dico che se quello era rinascita in questo secondo libro la narrazione si fa ancora più viscerale.
La scrittura di Melissa Pratelli continua a essere estremamente scorrevole e coinvolgente, con la rara capacità di trascinare chi legge direttamente all'interno dei pensieri dei protagonisti, facendo sentire ogni morsa allo stomaco e ogni battito accelerato; il dolore ancora una volta viene raccontato con una fluidità tale da trasformarlo in una promessa di speranza, trattando temi complessi come la salute mentale senza filtri, ma con immensa luce. In Non lasciarmi andare, i trope classici del genere vengono rivisitati con una profondità psicologica che tocca punti dell'anima che non sapevano di aver bisogno di essere guariti:

Il cuore della storia rimane il legame tra Amelia e Aidan. Lui, che ama Amelia non "nonostante" le sue cicatrici ma proprio per esse; lei, che rappresenta tutti noi con le nostre paure. Aidan si trova a dover affrontare una prova di maturità immensa, prendendosi responsabilità che mettono a dura prova la sua felicità, dimostrando che la forza non è non cadere mai, ma avere il coraggio di rialzarsi. Cecilia, la colonna portante emotiva, resta l'ancora e il porto sicuro di Amelia. Il loro motto, "Anime affini. Diverse ma uguali, insieme per sempre", non è solo un tatuaggio ma una promessa di vita che lega i due volumi in un unico respiro. Accanto a loro, Duncan evolve da figura detestabile a personaggio sfaccettato, rivelando come il passato possa plasmare il presente e come la gelosia fraterna possa nascondere un bisogno di appartenenza.
La storia di Aidan e Amelia, che inizia nel primo volume e termina nel secondo, trova il suo coronamento perfetto nell'epilogo e nella novella finale Siamo sempre noi. Senza fare spoiler, l'epilogo ci porta due anni dopo, tra traguardi universitari e nuove consapevolezze, mostrandoci come il tempo abbia saputo curare ciò che sembrava rotto per sempre. La proposta che suggella il loro legame sulla spiaggia di San Diego non è fatta di scenari pacchiani, ma della bellezza dei piccoli gesti quotidiani: la voglia di svegliarsi insieme ogni mattina, di sentire il profumo dell'altro e di accettare che nulla sarà mai perfetto, ma sarà "loro". La novella Siamo sempre noi è il regalo finale dell'autrice, un frammento di vita che ci mostra Aidan e Amelia mentre costruiscono il loro futuro, tra moduli per master da compilare e baci rubati, confermando che "nulla è difficile per chi ama". 

In conclusione, la dilogia di Melissa Pratelli è un'unica, grande storia di resilienza e amore viscerale. Ci insegna che non c'è nulla di male a chiedere aiuto e che la vera forza risiede nella capacità di restare uniti, anche quando la vita tenta di trascinarci via. È un tortuoso viaggio che conduce a una fine che sa di casa, di mare e di un "per sempre" che non ha bisogno di altre spiegazioni.
La serie Stronger di Melissa Pratelli è questo per me: un viaggio che parte dalle incertezze della giovinezza e ti accompagna fino alla soglia dell'età adulta, facendoti sentire quasi come se fossi cresciuta insieme ad Amelia e Aidan. Leggere questa dilogia è stato come guardarsi in uno specchio che non riflette solo l'immagine presente, ma anche tutte le cicatrici del passato e le speranze per il futuro. Per me significa aver imparato, insieme a loro, che la forza non sta nel non rompersi mai, ma nel saper rimettere insieme i pezzi, scoprendo che le crepe possono essere riempite d'amore. Alla fine, chiudere l'ultimo volume è come salutare dei vecchi amici con cui hai condiviso i momenti più bui e le albe più radiose, sapendo che sarai sempre, un po' più "Stronger" grazie a loro.

Voto: 

Alla prossima,



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