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Recensione: Off-Campus

Buongiorno specchietti e bentornati su questi schermi! A proposito di schermi, oggi non parleremo di libri ma di serie TV. Anzi della serie TV che sta facendo impazzire tutti.
Sì, mi riferisco proprio a Off-campus.
Per chi non lo sapesse, si tratta della trasposizione televisiva dell'omonima serie di romanzi di Elle Kennedy. In particolare, questa prima stagione si concentra sul primo volume, Il contratto (the Deal).
Da amante della Kennedy e dell'universo della Briar U, ovviamente aspettavo l'uscita di questa serie come da bambina aspettavo Babbo Natale, ragione per cui me la sono sparata in due giorni prima di partire per il Salone del libro di Torino, perché non potevo assolutamente andarmene e lasciarla a metà.

Ma cosa ne penso?

Visto che andrò ad analizzarla in diversi punti, soprattutto sottolineando le modifiche che sono state fatte rispetto ai libri, consiglio a chi non ha ancora visto la serie (o letto i romanzi) di non proseguire, perché ci saranno degli spoiler!

Parto col dire che quando è stato annunciato il cast, non ero molto convinta. L'attrice scelta per Hannah mi piaceva, ma i ragazzi... Me li ero immaginati in modo diverso, diciamo, soprattutto Logan – il mio preferito – e Tuck.

Mi sono ricreduta? Abbastanza, perché la scelta degli attori, nonostante le evidenti differenze fisiche nei due casi sopracitati, è stata davvero azzeccata. Il punto fondamentale è che sono stati selezionati attori veri, capaci di trasmettere le emozioni e la tensione che si respira leggendo i romanzi – magari chiudendo un occhio sull’aderenza all’aspetto fisico del personaggio letterario – piuttosto che scegliere dei ragazzi fotocopia di quelli letterari, ma senza alcuna abilità attoriale. Ed è proprio qui che ho dovuto ricredermi, perché, diciamolo, quello che ha saputo fare questo cast ha reso la serie degna di essere vista.
Basti pensare agli sguardi tra Hannah e Garrett, la tensione palpabile, per non parlare di quella tra Dean e Allie...
Ognuno di loro si è calato nel personaggio che doveva rappresentare, al punto che anche sui canali social degli attori, i ragazzi hanno mostrato quanto fossero davvero "la squadra" che tutti sognavamo. Il found family che c'è nei romanzi si trova non solo nella serie, ma anche nella realtà tra i membri del cast e questa è una cosa che rende il tutto, almeno per me, più vero.

I cambiamenti rispetto alla trama del libro ci sono, ovviamente. Alcuni più evidenti, altri meno; alcuni superflui, altri che incidono di più sulla caratterizzazione dei personaggi. Questi ultimi in particolare mi hanno lasciata interdetta in alcune occasioni.
Ma andiamo con ordine e analizziamo i vari punti:

- Justin e il suo rapporto con Hannah.

Il personaggio di Justin, che nei libri era un giocatore di football, nella serie è un musicista. Questo è un cambiamento che onestamente non va a ledere il ruolo del personaggio né delle scene centrali, quindi non mi ha disturbata.
Il fatto che Hannah abbia avuto bisogno di lui per scrivere il testo della canzone mi ha lasciata invece un po' perplessa, così come la decisione di cambiare del tutto la sua formazione accademica  trasformando lei in una compositrice classica. Cioè, perché? Qual era lo scopo di questo cambiamento?

 – Hannah e Garrett

Un cambiamento che è stato fatto rispetto alla trama del romanzo e che ho apprezzato è la maggior attenzione ed esplorazione dei traumi dei protagonisti. Quello di Hannah, ad esempio, è qualcosa che l'accompagna costantemente e non solo in relazione alla sua difficoltà a livello sessuale. Si presenta sottoforma di ricordi, sensazioni, momenti di panico; nel libro, invece, Hannah è più "serena" da quel punto di vista, viene mostrata come una persona che ha emotivamente elaborato il trauma.

Allo stesso modo, anche il pensiero della violenza domestica vissuta da Garrett è più presente e potente nella serie, e influisce molto anche sul percorso del personaggio che, nella versione televisiva, fa più fatica a controllare la rabbia, cosa che accentua la sua paura di poter diventare come il padre.
Sono però ancora in dubbio se questa scelta in particolare mi abbia convinto del tutto.
Vi spiego: Garrett è un personaggio che nel libro non perde la calma, né in pista, né con chi lo circonda. C'è solo un momento in cui questo succede (e a ragione), mentre nella serie TV questa sua instabilità emotiva è molto accentuata e si ripercuote anche nel gioco e nel rapporto con gli amici, in particolare con Logan. Diciamo che hanno reso il personaggio di Garrett un po' più tenebroso di quello che era in origine. Ci può stare? Sì, ci può stare, però può anche non piacere questa scelta.

Riguardo al padre di Garrett… nei libri è molto più subdolo e aggressivo. Nella serie TV lo trovo troppo edulcorato – per quanto detestabile – e questa cosa rende quasi “esagerato” l’odio totale di Garrett, almeno finché non scopriamo della violenza domestica. Il fatto è che nella serie sembra quasi che il problema di Phil Graham sia “solo” la gestione della rabbia, quando in realtà è un personaggio sgradevole, violento, con quell’aria di superiorità che non traspare dal suo corrispettivo televisivo che, anzi, sembra quasi voler recuperare un rapporto col figlio.

- Gli altri personaggi

Dean per quanto mi riguarda è quello più a fuoco, in alcune scene mi sono ritrovata a pensare che era più Dean dello stesso Dean, segno che l'attore che lo interpreta ha fatto davvero un ottimo lavoro. E visto che parliamo di Dean Di Laurentis, non possiamo non parlare di Allie. La chimica tra loro ha fatto volare tutti, ho apprezzato molto le loro scene, anche se anticipano quasi tutta la storia che dovrebbe essere quella del terzo volume della serie. Questo mi spaventa un po', soprattutto alla luce del finale di stagione, che fa intuire dei cambiamenti abbastanza sostanziali nella storia tra questi due personaggi. Voglio però avere fiducia.
Allie mi è piaciuta molto anche se si discosta un po' dal personaggio del libro. La Allie letteraria è una ragazza che ama le relazioni, e anche se prova ad avere un'avventura con Dean, poi si rende conto che in una situazione non definita non si trova a suo agio. La Allie della serie è più o meno l'opposto. Dopo aver chiuso la relazione, vuole dimostrare agli altri, e soprattutto a sé stessa, che non ha bisogno di una relazione per stare bene e questo la porta a fare delle cose che influiranno inevitabilmente sulla trama de "Il tradimento".

Logan… Logan è il mio preferito della serie di libri, così come la storia tra lui e Grace è quella che mi è rimasta più nel cuore. Sebbene il personaggio dei romanzi sia abbastanza diverso, più sicuro e sbruffone rispetto alla rappresentazione televisiva, devo ammettere che il Logan della serie non mi dispiace per niente, perché ho un debole per i bravi ragazzi. Nella prima stagione lo vediamo sempre mantenere il focus, sostenere gli amici – Garett in particolare quando perde la bussola –, è un personaggio presente e rassicurante, che non tratta o guarda gli altri con superficialità, il classico ragazzo d’oro. Ho apprezzato anche che sia già stato introdotto il suo mondo interiore, la sua paura di non riuscire a inseguire il sogno di diventare professionista, e la situazione difficile della sua famiglia. A questo proposito, anche la sua storia familiare ha subito dei cambiamenti sostanziali e se da una parte non mi ha creato problemi il fatto che nella serie sia la madre ad avere una dipendenza invece del padre, non ho purtroppo apprezzato il personaggio – inesistente nei romanzi – di Jules, la sorella. Non l’ho trovata né utile, né accattivante.

Tuck è sicuramente il personaggio che più si discosta da quello dei romanzi. Non solo per caratteristiche fisiche, ma anche in tutto il resto. Capisco che abbiano deciso di farlo più giovane e che quindi avrà il tempo di maturare e cambiare, ma ammetto che per me le uniche cose che ha in comune con il suo omonimo letterario sono il nome e il fatto che cucina. Anche qui, però, mi riservo di cambiare idea con il procedere delle stagioni.

Quindi riassumendo:

Ci sono vari cambiamenti e più si va avanti con gli episodi, più le cose che succedono nella storia si discostano dall’originale, ma personalmente ho trovato quasi tutto coerente. Quello che è lo spirito dei romanzi, infatti, per me rimane intatto. La serie è riuscita, puntata dopo puntata, a tenermi incollata allo schermo, a chiedermi cosa sarebbe successo, a volte anche a storcere il naso, lo ammetto; ma se nonostante ciò mi sono ritrovata a sorridere senza motivo, a sentire il batticuore e a emettere urletti da scema nelle scene iconiche del romanzo, allora per me la serie ha fatto il suo lavoro, anche se non è stata fedele al cento per cento ai libri.
Quindi, dal canto mio, la consiglio sia a chi ha letto i romanzi, sia a chi non li ha letti, e aspetto trepidante la seconda stagione che vedrà l'introduzione anche del personaggio di Grace, il love interest di Logan. Non vedo l'ora di vederli insieme!

Per me, Off-campus si guadagna quattro specchi e mezzo su cinque.


Voi cosa ne pensate? L'avete già vista? Vi è piaciuta? Fatecelo sapere nei commenti.
Alla prossima recensione,






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