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Recensione: Deep di Erika Lenti


Marissa Olson ha una vita tranquilla a Berkeley: lavora nella caffetteria dei genitori, fa la baby-sitter e frequenta il carismatico coach della squadra di pallanuoto.
È una vita ordinata. Sicura.
Peccato che non le appartenga davvero.

Hero Larson non commette errori. La disciplina è la sua armatura, la pallanuoto il suo rifugio. Ha imparato a non guardarsi indietro, soprattutto quando il passato ha il volto della ragazza che l’ha distrutto senza spiegazioni.

Quando Marissa e Hero si ritrovano, il tempo smette di giocare pulito.
L’attrazione è immediata.
Il rancore è inevitabile.

Tra allenamenti all’alba, sguardi che bruciano più delle parole e una tensione che cresce a ogni incontro, il confine tra odio e desiderio diventerà pericolosamente sottile. Perché certe storie non hanno bisogno di essere ricordate per esistere.
Ci sono legami che resistono all’oblio.
E ciò che è davvero profondo non smette mai di tornare a galla.


"Il nostro amore è più profondo del mare".

Esistono legami che non seguono le leggi del tempo. Ci sono persone che, nonostante gli anni e le distanze, restano ancorate al fondo della nostra anima, pronte a tornare a galla quando meno ce lo aspettiamo. È questo il cuore pulsante del nuovo romanzo di Erika Lenti, Deep, che vede protagonisti Marissa Olson e Hero Larson, una storia dove la superficie calma di una vita ordinata nasconde correnti profonde e pericolose.

A Berkeley, Marissa Olson sembra aver trovato la formula della felicità: un lavoro sicuro nella caffetteria di famiglia, la spensieratezza del bambino che accudisce e una relazione con un uomo carismatico che incarna la stabilità.
Eppure, c'è qualcosa dentro di lei che la blocca. La sicurezza di questa quotidianità perfetta e ben calibrata, a volte, sembra essere più una prigione.
La mancanza dei ricordi e i tiepidi racconti delle persone che la conoscevano anche prima non bastano a colmare il vuoto che sente nella sua mente.

L'equilibrio si spezza quando appare Hero Larson. Hero ora è un ragazzo fatto di disciplina e ghiaccio, un giocatore di pallanuoto che usa lo sport come armatura per proteggersi dal mondo. E, soprattutto, per proteggersi da lei: la ragazza che lo ha distrutto senza una parola di spiegazione. Perché, se Marissa non può ricordarsi di lui, Hero è perseguitato da ogni momento trascorso con lei e la odia.

La forza di questo romanzo risiede nel contrasto tra i due protagonisti. Marissa è un personaggio in cui è facile immedesimarsi: rappresenta tutti noi quando cerchiamo di "stare bene" per compiacere gli altri, soffocando i nostri veri desideri.

Hero, d'altra parte, non è il tipico protagonista maschile e conquista per la sua complessità, la sua continua lotta interiore, il suo non capire e non arrendersi, il suo essere imperfetto e passionale.

La pallanuoto non è solo una pallida cornice, ma adrenalina pure e metafora della sua vita: resistenza, apnea, lotta fisica. Il suo rancore verso Marissa è palpabile, ma è proprio quel risentimento a dimostrare che l'indifferenza non ha mai preso il sopravvento.

Il ritmo del libro è serrato. Erika è magistrale nel costruire la tensione sessuale ed emotiva: ogni allenamento, ogni partita ti coinvolge come se fossi presente sugli spalti a tifare per la squadra.
Ogni sguardo rubato a bordo vasca è una scintilla che minaccia di far esplodere l'incendio.

Non è solo un second chance romance; è un viaggio psicologico che esplora il concetto di oblio. Possiamo davvero dimenticare chi ci ha cambiato nel profondo? La risposta emerge tra le pagine con una forza travolgente. Il confine tra odio e desiderio si fa sottile, portando il lettore a chiedersi se sia più doloroso restare divisi o rischiare di distruggersi di nuovo restando uniti.

Questo romanzo è una lettura intensa, che a tratti mi ha devastata. L'ho letta tutta d'un fiato e i personaggi sono ancora dentro di me. 
Una lettura perfetta per chi ama le storie dove i sentimenti sono viscerali e i protagonisti devono prima guarire se stessi per poter guarire il "noi". Preparatevi a immergervi in una narrazione che non dà tregua, proprio come una partita giocata fino all'ultimo respiro.

"Certi legami non hanno bisogno di essere ricordati per esistere. Ci sono storie che sono scritte nel sangue, non nella memoria."

Specchio speciale per questo nuovo capolavoro firmato Erika Lenti.
Fatevi un regalo e leggetelo, fidatevi della vostra Mil Palabras!

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