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Recensione in Anteprima: L'universo nei tuoi occhi di Jennifer Niven

Affascinante. Divertente. Distaccato. Ecco le tre parole d’ordine di Jack Masselin, diciassette anni e un segreto ben custodito: Jack non riesce a riconoscere il volto delle persone. Nemmeno quello dei suoi genitori, o quello dei suoi fratelli. Per questo si è dovuto impegnare molto per diventare Mister Popolarità. Si è esercitato per anni nell'impossibile arte di conoscere tutti senza conoscere davvero nessuno, di farsi amare senza amare a propria volta. E finora è riuscito a cavarsela. Ma le cose prendono una piega inaspettata quando Jack vede per la prima volta Libby. Libby che non è come le altre ragazze. Libby che porta addosso tutto il peso dell’universo: un passato difficile e tanti, troppi chili per poter essere accettata dai suoi compagni di scuola. Un giorno, per non sfigurare davanti agli amici, Jack prende di mira Libby in un gioco crudele, che spedisce entrambi in presidenza. Libby però non è il tipo che si lascia umiliare, e il suo incontro con Jack diventa presto uno scontro. Al mondo non esistono due caratteri più diversi dei loro. Eppure… più Jack e Libby si conoscono, meno si sentono soli. Perché ci sono persone che hanno il potere di cambiare tutto. Anche una vita intera.

Dopo il clamoroso successo di Raccontami di un giorno perfetto, Jennifer Niven torna con un nuovo, straordinario romanzo che parla del potere salvifico dell’amore e del momento magico in cui incontriamo qualcuno capace di vederci – e di accettarci – per come siamo: imperfetti, fragili, veri.

“Gli esseri umani hanno sempre fatto affidamento sul riconoscimento dei propri simili per sopravvivere. Ai tempi in cui gli uomini vivevano nelle caverne, distinguere gli amici dai nemici era una questione di vita o di morte. Io, invece, sono a malapena in grado di uscire vivo dal bagno della scuola.” Jack

Dopo aver letto "Raccontami di un giorno perfetto" avevo delle aspettative non alte, di più, e forse, proprio per questo, avrei dovuto cedere il racconto a una delle mie colleghe.
Prima di tutto la trama. Quello che ci viene raccontato appare poco, un imput al libro, ma in realtà nel volume non viene poi sviluppato molto altro, senza tenere conto del finale! Una rabbia... l'ultimo capitolo sembra lì incollato, in fretta e furia, per concludere.
Partiamo dall'inizio, però.
Questo romanzo è come una finestra, sulle cui persiane sono state scritte delle premesse, a noi decidere o meno se sbirciare attraverso le fessure, per scorgere cosa si nasconde dietro essa.
Jack è un ragazzo che saprebbe ammaliare chiunque, col suo bel sorriso, la camminata spavalda, è semplicemente irresistibile. Oltre alla malattia, accennata prima, ci sono anche diversi altri fatti che adombrano la sua vita, ad esempio il cancro del padre e il tradimento di questo, nei confronti della sua famiglia, o la poca attenzione di entrambi i genitori nei confronti dei figli. Il problema è come il nostro protagonista utilizzi tutti questi fattori come scuse, per ogni cosa che faccia. Quasi come se fossero per lo più queste a dettare la sua vita e lui non avesse quasi o neppure la possibilità di scegliere.

“È facile dare alle persone quello che vogliono. Quello che si aspettano da te. Peccato che, così facendo, rischi di non sapere più dove inizia il tuo vero te stesso e dove finisce quello di facciata, quello che cerca di essere sempre come gli altri si aspettano.” Jack

Questo ragazzo, di cui più leggevo, più riuscivo a immaginarlo amico, se non migliore amico, con Finch -"Raccontami di un giorno perfetto"- deve ancora indubbiamente maturare, ma nel mentre, per riuscirvi, deve superare non solo i classici ostacoli che a qualsiasi adolescente paiono insuperabili, ma dibattersi anche con azioni di tutti i giorni, come andare a prendere il fratello minore ad una festa, ma non riuscire a riconoscerlo, scambiandolo per un altro.
La sua co-protagonista è Libby, un tempo l'adolescente a pesare di più in tutta l'America. Ed è effettivamente ancora sovrappeso, ma ciò non toglie che abbia un'invidiabile grazia, un talento per il ballo e una saggezza invidiabile.
Ovviamente non poteva essere solo questa, la fonte di malessere di Libby, a rincarare la dose vi è la perdita della madre, durante l'infanzia e il fatto di dover ricominciare a frequentare la scuola, dopo anni che non vi mette più piede. E il liceo può essere un vero e proprio inferno, cosa che Libby non tarderà a scoprire.
Sotto tanti aspetti lei mi ricorda Corey, di "Prendimi per mano" di Sabrina Bowen, sempre pubblicato dalla Dea. Entrambe con una forza immane, tanto da lasciarci senza parole, per come si ritrovano ad affrontare situazioni, che lascerebbero i più ammutoliti, indecisi sul da farsi, terrorizzati a mostrare la propria opinione, figuriamoci a far sentire la propria voce e prendere in mano la situazione.
Eppure ci riescono entrambe, a loro modo.
Libby, tra l'altro, dopo "l'orribile modo di presentarsi di Jack/gioco crudele/bullismo/umiliazione inferta da parte di un imbecille" decide comunque, di dargli una seconda possibilità.

"Mia madre mi ha insegnato a considerare sempre le cose da più punti di vista. Era convinta che quasi mai le situazioni o le persone si dividano in bianco o nero.
Dieci minuti dopo mi metto a leggere tutto quello che riesco a trovare sulla prosopagnosia in Internet.” Libby

“Atticus a Scout nel Buio oltre la siepe: «Non riuscirai mai a capire una persona se non cerchi di vedere le cose anche dal suo punto di “vista… Devi cercare di metterti nei suoi panni e andarci a spasso».” Libby

Una delle cose da cui maggiormente sono rimasta colpita sono state le descrizione dei personaggi. Compaiono principalmente nei POV di Jack e sono sempre come un puzzle da decifrare, riuscendo a farci immaginare qualcuno in maniera diversa, un collage di nasi, bocche, orecchi e capelli.
Mi sono nuovamente persa nella leggerezza con cui, inoltre, l'autrice riesce a narrare di un tema tutt'altro che semplice, il bullismo, affrontandolo con originalità, allo stesso modo con cui era riuscita a trattare la depressione, nel precedente racconto.

“Se mi va di portare una borsetta, lo faccio e basta. Non ci rinuncio solo perché gli altri hanno qualcosa da ridire.” Dusty

Ora il mio giudizio sarebbe anche di cinque specchi su cinque, se non fosse per:
- l'ultimo capitolo, come precedentemente accennato. La storia si conclude dopo che il lettore è stato testimone dell'evolversi del rapporto tra Libby e Jack, in che modo ve lo lascio scoprire. Il problema è che ci sono un sacco di altre cose, di cui ancora avrei voluto leggere!
- i colpi a salve. Se metti su un palcoscenico un fucile lo spettatore si aspetterà che questo abbia una qualche funzione, lo stesso vale per alcune informazioni che ci vengono date nel romanzo...
Detto questo, consiglio comunque caldamente questo libro, ad ogni adolescente e non, accompagnato da un bel bikini viola ;)

"Tu non sei un mostro.
Sei desiderato. 
Sei indispensabile. 
Sei unico e irripetibile.
Non aver paura di uscire dal castello. Il mondo è un posto meraviglioso.
Con affetto, una compagna di strada." Libby


Lost Inside My Universe

Commenti

  1. Ciao! Ho sentito parlare molto dei romanzi di Jennifer Niven...prima o poi riuscirò a leggerne uno!

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    Risposte
    1. Fai bene, non lasciarteli sfuggire! Sono scritti benissimo e anche se le storie si sviluppano attorno a tematiche delicate, non cadono mai nel banale ;)
      Lost Inside My Universe

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