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Recensione Diversi e Divisi - Nello Rega

TRAMA:

Lo scrittore racconta la propria storia dal momento in cui ha conosciuto Amira, una ragazza Musulmana Sciita, al momento in cui lei lo lascia. Un racconto che viaggia tra nozioni sulla religione Musulmana e tra piccole parti della sua vita, spiegando com'è la convivenza tra due persone con religioni così diverse e che entrambi rispettano (a grandi linee).



***


Album in Riproduzione: Pixies - Doolittle [1989]

Onestamente parlando, io questa recensione non la vorrei nemmeno fare. Mi scuso quindi da subito se sembrerà brutta, arrogante e piuttosto polemica. Ho deciso di buttare giù su un blocco note qualche impressione sul libro che andrò a recensire, giusto per non dimenticarmi in futuro le mie considerazioni; sebbene comunque dubiti di leggere un libro del genere in futuro. Diversi e Divisi, di Nello Rega, è una sottospecie di libro rosa/reportage. Da una parte potrebbe dar a pensare che parli anche della sua vita con Amira, ma d'altra parte è evidente già dal terzo/quarto capitolo che non darà informazioni a quel livello ma bensì che parlerà principalmente del rapporto che lo scrittore ha con l'Islam. Inizialmente, lo scrittore ha tutta l'aria di essere aperto alla religione della compagna, Amira, ma nel procedere della storia le sue idee cambiano, quasi considerando ridicole quelle che per i Musulmani sono doveri religiosi, che sebbene sembrino davvero strani agli occhi degli Occidentali, per loro non sono assolutamente particolari. La "magnanimità" con cui nel finale dice di perdonare Amira per ciò che ha fatto non rispecchia assolutamente la "magnanimità" che avrebbe dovuto avere con lei a prescindere. Ha chiesto un matrimonio in Chiesa, perché così avrebbe voluto, ha scelto nomi Italiani per i figli che avrebbe voluto avere e nonostante lei abbia acconsentito a tutto, nel libro non c'è traccia di una sua domanda simile a: "non preferiresti celebrarlo semplicemente in maniera Civile, ma non in Chiesa, se la cosa rischia di andare contro la tua religione?" ma anche "non ti andrebbe di dare un nome Arabo a tuo figlio/tua figlia?". Non c'è nessuna di queste domande, nulla fa pensare che lui abbia almeno tentato di fare qualche passo avanti verso di lei. Allo stesso tempo però, Amira stessa risulta essere una donna debole; Amira dà quella sensazione di "donna sottomessa ed indifesa" che però fa un po' girare le scatole visto il finale (non è spoiler, in quanto già dalla trama si sa cosa succederà). Per quale ragione acconsentire a tutto quello che il marito chiede se poi non si ha l'intenzione vera e propria di seguire quello che si è prefissato? Non avrebbe avuto più senso parlarne, chiedere di modificare qualcosa per avere tutto più adatto alle proprie esigenze? Purtroppo, non ci è dato saperlo. Purtroppo, non c'è un "Diversi e Divisi" a cura di Amira, in cui spiega il proprio punto di vista. L'unico punto di vista che possiamo leggere è concentrato in cinque righe in cui lo scrittore racconta che lei ha giustificato la rottura del matrimonio Mutah con la propria famiglia scaricando tutte le colpe su di lui. Trovo che Diversi e Divisi sia un libro estremamente di parte, la cui unica nota davvero buona e che davvero mi è piaciuta si trova nel mezzo, nei disegni di Raffaele Gerardi che ha dato un tocco di colore ad un libro che altrimenti avrei semplicemente riposto nello scatolone dei libri da scambiare. In sostanza, Diversi e Divisi è un libro composto da pochi riferimenti alla vera e propria convivenza con l'Islam, composto da tantissimi spezzoni di altri libri che trattano dell'Islam (in breve, pare un compendio sui volumi che parlano dell'Islamismo Sciita) e con dei bellissimi disegni, che purtroppo da soli non bastano a salvare quanto c'è in quelle 170 pagine, che ho strozzato giù a fatica.

~Newt


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