Recensione : Le visioni di Megan di Elizabeth Chandler

Trama

La protagonista è una sedicenne dell'Arizona, Megan, che viene invitata da una nonna che non ha mai conosciuto, nella sua casa in Maryland, nella cittadina di Wisteria. Megan è stata adottata. E poichè sua madre - che aveva sposato un uomo di colore, di ceto sociale inferiore e aveva figli adottati - era stata, a suo tempo, "rinnegata" dalla nonna conservatrice, il motivo di questo invito "di ricongiungimento" non è del tutto chiaro...
E nasconde anche molte "particolarità". Ad esempio: la casa, Scarborough House che, oltre a essere inquietante è anche quella che Megan ha già inspiegabilmente visto nei suoi sogni; la nonna, che è fredda e distante; il cugino Matt (non di sangue), che la tratta male; isogni, che diventano sempre più strani e sono collegati ad Avril, la sorella della nonna, morta alla stessa età di Megan in circostanze misteriose; i fatti incomprensibili, che cominiciano a capitare nella casa... Più il tempo passa e più risulta chiaro che c'è un oscuro segreto nel passato di quella famiglia; qualcosa di soprannaturale che coinvolge Megan da molto vicino e che la metterà in serio pericolo. Ma non sarà sola in questa vicenda ricca di "elementi", perchè le cose, dal punto di vista romantico, prenderanno un ... certo verso...

Il mio punto di vista

Come sapete, molto spesso amo dire come mi imbatto nei libri che leggo. "Le visioni di Megan" sono state lette per caso , in due ore, mentre cercavo di dormire a casa di mia nonna ( immaginate lo spavento mentre andavo avanti con la trama). 
Mi è piaciuto tanto, l'ho trovato scorrevole, ben scritto ma forse troppo frettoloso e i personaggi non ben caratterizzati come avviene nell'altra saga dell'autrice (Baciata da un angelo). 
Megan l'ho trovata ... un po' sterile, si lasciava portare dalle cose come le canne fanno con il vento. 
La nonna , l'avrei strozzata io per prima. 
Matt ... era Matt

Sarà che è il primo di una serie di quattro libri, ma non mi ha colpita tanto da volermi spingere a continuare con il sequel. 

È stata comunque una bella lettura, che mi ha fatto da tramite tra The Program (che mi aveva lasciato un vuoto dentro) e Teardrop. 
Consuglio questo libro come cuscinetto tra due romanzi lunghi , un po' come il bicchiere d'acqua con il caffè, come base per la vostra mente per qualcosa di più complicato. 




-CuoreDiInchiostro

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