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"Uragiri 13" - Gli scleri finali di una fan accanita


Si dice (quasi) sempre che le storie che amiamo finiscono troppo presto; che se da una parte moriamo dalla curiosità di sapere dove andrà a parare la storia, dall'altra non siamo ancora pronti a vederla finire.
Per gli amanti dei manga e degli anime non è mai così, viste le enormi incertezze che purtroppo la vita più che stressante dei mangaka comporta. Per il finale di Uragiri noi fan abbiamo dovuto aspettare un quinquennio infinite volte più arduo da sopportare dei famigerati dodici anni ad Azkaban. E non solo perché è una sofferenza la costante incertezza del non sapere se una delle storie che ami alla follia avrà mai una conclusione. Ma perché puoi solo sperare, sapendo che un'autrice fantastica, piena di talento e capace di parlarti dritto al cuore sta vivendo il suo inferno personale in ospedale; e non puoi far altro che augurarle con tutta te stessa di riprendersi. Non soffri come lei, ma insieme a lei, questo sì.

Avere tra le mani il tredicesimo e (per ora?) ultimo volume di Uragiri No Namae Wo Shitteiru, perciò, è un sollievo, una gioia e una liberazione in un miliardo di modi diversi. E sono così grata e felice che ci sia stata data la possibilità di stampare, comprare e leggere questo volumetto, un piccolo miracolo, che mi scoppia il cuore al solo pensarci. Grazie universo, natura, dio o caso, grazie per averci dato un'autrice così fantastica e per averle donato la possibilità di concludere la sua meravigliosa storia. Infinite volte, grazie.

La guerra tra i Gioh e Reiga è iniziata più di mille anni fa, ma nessuno sa con esattezza cosa accadde quel giorno. Adesso la verità viene a galla, sconvolgendo per sempre le vite dei protagonisti...

Avviso: nei prossimi paragrafi possono esserci spoiler!

Che cosa posso dire alla fine di questo volume? Che se già non amassi la storia alla follia, me ne sarei innamorata profondamente anche solo per il tredicesimo numero? Che ho le lacrime agli occhi e il cuore così pieno da far male?
Tutto in Uragiri è un gesto d'amore, tutto ci gira intorno, e anche questo capitolo lo è.

Ho aspettato per così tanto di poter leggere la fine della storia che, ovviamente, oltre all'immenso sollievo avevo anche un po' di paura. Paura che la conclusione non sarebbe stata degna, terrore che alcune cose sarebbero state trattate troppo velocemente e alcuni questioni non risolte. Ora, dopo la lettura, so quanto fossero vani i miei timori: ancora una volta Hotaru Odagiri è stata meravigliosa.
Il volume tredici è fantastico, e ancora una volta sono così grata di averlo potuto leggere che non basterebbe scriverlo altre mille volte. Le cinque storie che lo compongono contengono tutto ciò che potremmo desiderare: colpi di scena mozzafiato che stravolgono il lettore, rivelazioni, azione, riflessioni, pensieri, una battaglia epica ed emozioni, infinite emozioni. È perfetto, assolutamente perfetto anche se lascia delle domande in sospeso e un finale abbastanza aperto. È perfetto, anche e forse proprio per questo. Io, che odio da morire le conclusioni non completamente conclusive, ho amato questa scelta; Hotaru Odagiri è riuscita anche in questo miracolo.

E a proposito dell'autrice, come potrei non dedicarle almeno un paragrafo a parte? Hotaru Odagiri è stata fantastica, come sempre. Lei, che si è sfinita fino a star male per realizzare al meglio il fumetto, che non sa quanto è meravigliosa, e che ha sempre dato il massimo per tornare il prima possibile su Uragiri, che non ha voluto cedere a terzi il suo lavoro, come atto di fedeltà ai suoi fan; lei ha dimostrato sempre in mille modi il suo immenso amore per la storia, i tantissimi personaggi e i suoi lettori. Anche per questo non posso che esserle infinitamente grata. E proprio per questo ha deciso che per ora (sì, avete letto bene, ha specificato il per ora) Uraboku finisce qui.
Non sa se e quando ritroverà le forze per riprendere Uragiri e perciò, nella speranza di poter tornare un giorno, ha compiuto un gesto di grande maturità e amore: ha ammesso i suoi limiti e ha cercato di creare qualcosa che potesse diventare (nel peggiore dei casi) una degna conclusione per la storia.

Nell'ultimo volume l'autrice ha inserito una lettera di ben due pagine, dedicata ai fan, in cui scrive con il cuore in mano. L'amore, la dolcezza e la bellezza contenuti in quelle righe sono così palpabili e forti, che se già non ci pensasse l'intera storia di Uragiri a portare luce nelle nostre anime, anche solo queste sue parole finali ci illuminerebbero a giorno. Ho resistito al finale di Uraboku, ma alla lettera di Hotaru Odagiri no, quella mi ha fatto piangere come una bambina. Lacrime belle, piene di speranza, che purificano dentro.

Non so se Uragiri avrà mai un continuo o se si fermerà qui; e anche se spero per il meglio, alla fine va bene così. So che non avrei potuto desiderare niente di più da una storia così meravigliosa, nata dalla bravura, inventiva, abilità e dall'immenso amore della sua autrice.
Vorrei poterle stringere la mano, e abbracciarla forte forte per poterla ringraziare con tutta me stessa; anche se so che è praticamente impossibile per me incontrarla. E allora vorrei che il vento, l'universo, la natura, dio o il caso potessero portarle in qualche modo i miei ringraziamenti e l'immenso affetto che tutti noi fan proviamo per lei. Perché ci ha regalato una storia bellissima e piena di luce, un atto d'amore puro e sincero. Ci ha regalato Uragiri. E per questo non saremo mai abbastanza grati.
Buona lettura!

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